<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Crisi &#38; Sviluppo @ Manageritalia &#187; innovazione</title>
	<atom:link href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/category/innovazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it</link>
	<description>Oltre la crisi, per cogliere opportunità e sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 09:00:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Carriera 2.0: se non ora quando?!</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/carriera-2-0/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/carriera-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[carriera 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[fare carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2210</guid>
		<description><![CDATA[Di recente un’azienda mi ha incaricata di supportare un dirigente in un percorso di ricollocazione. Prima del nostro incontro mi invia il suo cv da cui si legge “V.P. Sales &#38; Mktg, 48 anni, esperienza internazionale”. Mi dico “perfetto, con questo profilo facciamo una googlata del suo nome per avere un quadro più completo e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/online-reputation.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2213" title="Woman and man discussing some info from laptop" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/online-reputation-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Di recente un’azienda mi ha incaricata di supportare un dirigente in un percorso di ricollocazione. Prima del nostro incontro mi invia il suo cv da cui si legge “V.P. Sales &amp; Mktg, 48 anni, esperienza internazionale”.</p>
<p><strong>Mi dico “perfetto, con questo profilo facciamo una googlata del suo nome per avere un quadro più completo e per capire altro su di lui,</strong> dato il titolo e il posizionamento internazionale dell’ultimo ruolo&#8230;”. Risultato? Nulla! Per il web questa persona non esiste. Vi pare possibile? Cosa penserebbe l’azienda X avendo tra le mani il suo bellissimo cv e non trovando nessuna referenza su di lui? Può Google non aver nulla da dire su di un professionista di tale livello? Come mai?</p>
<p><strong>Il mercato del lavoro oggi è diverso: non si può cercare lavoro, che si debba o si voglia farlo, senza considerare l&#8217;impatto che la nostra immagine ha sul web</strong>; diventa infatti fondamentale curare la propria immagine online e rendere accessibili determinate informazioni su di noi; il percorso stesso della consulenza di carriera deve supportare in questo passaggio.</p>
<p><strong>Consulenza di carriera 2.0</strong></p>
<p>La differenza rispetto al passato è che, oltre al tradizionale <strong><a href="http://annamartini.com/tag/bilancio-di-competenze/">bilancio di competenze</a></strong> e allo sviluppo del network e dei contatti con le aziende in funzione dei progetti professionali condivisi, un buon consulente di carriera <em></em>oggi, in ottica 2.0, ha anche l’obbligo di farci riflettere sull’uso del web come <em>spazio </em>per lavorare sulla nostra immagine e sulla nostra reputazione, con lo scopo di fare in modo che, oltre al <em>cercare, </em>ci si possa anche<em> far trovare!<strong> </strong></em>Come? Mettendo in atto delle strategie di personal branding!</p>
<p><strong>Tutti abbiamo un p<em>ersonal brand</em> indipendentemente dal fatto che ci preoccupiamo di curarlo e coltivarlo o meno,</strong> con la differenza che curandolo (facciamo qui per comodità l’esempio della necessità di ricollocarsi/outplacement 2.0)<em> </em>il paradigma cambia: si ragiona a monte su queste informazioni, si mappano, si pianificano, si orientano, si focalizzano al progetto professionale che si condivide insieme al candidato; non si aspetta la risposta del mercato, la si anticipa!</p>
<p><strong>Concludendo</strong></p>
<p>È sempre più necessario distinguersi e sottolineare le proprie unicità al fine di posizionarsi in modo efficace e coerente in funzione di ciò che il futuro ci riserverà; in quest’ottica il percorso di consulenza di carriera 2.0 parte proprio dalla necessità di programmare un lavoro mirato per fare in modo <em>di valorizzare</em> il passato e renderlo accessibile a chi ci dovrà trovare in futuro. Quindi, per il nostro sviluppo professionale, per la nostra carriera e per essere e muoversi sul mercato non possiamo non agire anche in ottica 2.0.</p>
<p style="text-align: left;">Per ulteriori approfondimenti su consulenza di carriera/outplacement 2.0 e personal branding potete leggere anche qui: <a href="http://www.personalbranding.it/2011/outplacement-2-0-mai-piu-senza-personal-branding/">personalbranding.it</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Quale miglior punto da cui partire?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.linkedin.com/in/annamartini">Anna Martini</a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: xx-small;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/carriera-2-0/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Community manager, qualche segreto dietro le quinte</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/community-manager-errori-valutazioni/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/community-manager-errori-valutazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[claudia selvetti]]></category>
		<category><![CDATA[community manager]]></category>
		<category><![CDATA[errori dei manager]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2200</guid>
		<description><![CDATA[Il post pubblicato lunedì sui ferri del mestiere di un community manager ha riscosso un grande interesse, a giudicare dal numero delle visite del nostro blog. Abbiamo fatto allora a Claudia Selvetti ancora qualche domanda su questa nuova professione: gli errori da evitare, come vengono utilizzati i dati raccolti e la possibile evoluzione del ruolo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/community_manager_mistakes.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2201" title="community_manager_mistakes" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/community_manager_mistakes-300x203.png" alt="" width="300" height="203" /></a>Il<a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/lavoro-community-manager/"> post pubblicato lunedì sui ferri del mestiere di un community manager </a>ha riscosso un grande interesse, a giudicare dal numero delle visite del nostro blog. Abbiamo fatto allora a Claudia Selvetti ancora qualche domanda su questa nuova professione: gli errori da evitare, come vengono utilizzati i dati raccolti e la possibile evoluzione del ruolo. Buona lettura!</p>
<p><strong>Secondo uno dei nostri lettori, Sergio Bruni, nelle community online aziendali gli aspetti di relazione e interazione tra i singoli rivestono un&#8217;importanza maggiore rispetto alla condivisione delle esperienze legate al prodotto/servizio. Cosa ne pensi di questa valutazione? </strong></p>
<p>«Se la condivisione delle esperienze legate al prodotto o servizio viene direttamente dagli utenti, come il web 2.0 si autodefinisce, l’azienda deve dare, secondo me, la giusta rilevanza alle opinioni espresse, tanto quanto deve prestare attenzione alle interazioni fra i singoli in quanto è in gioco l’identity dell’azienda, basata principalmente sul fattore “umano”, fatto di contatto, confronto ed esposizione, in primis, fra l’azienda e l’utente».</p>
<p><strong>Qual è l’errore in cui è più facile incorrere quando si gestisce una community?</strong></p>
<p>«Pensare che le community siano tutte uguali. Un community manager si sa adattare tanto al forum di motociclisti, quanto alla chat delle donne moderne dai 40 in su. In teoria. Nella pratica, per fortuna, sviluppa specializzazioni che lo portano a scegliere settori particolari piuttosto che altri, ma la versatilità è uno dei “plus” che rendono un CM maggiormente competitivo sul mercato».</p>
<p><strong>In che modo vengono sfruttati i dati raccolti all’interno delle comunità dalle aziende? </strong></p>
<p>«Ci sono alcune aziende, non molte ancora, che hanno in un certo modo compreso il valore che il web può avere per loro: il tempo speso nelle relazioni è direttamente proporzionale alla fiducia che il cliente sviluppa giorno dopo giorno. La semplice condivisione di una ricetta sulla propria fanpage di Facebook da parte di un servizio di consegna di frutta bio, o la chat informale sulla <em>congestion charge</em> a Milano, possono far crescere la fidelizzazione proprio per quel contatto umano che prima non era così evidente. Purtroppo, però, questi piaceri vengono snaturati dall’urgenza di fare numeri, perché numero significa denaro. Si scende a compromessi anche in questo settore: l’importante è non finire a fare comunicazione per una centrale nucleare o un pellicciaio, se la propria indole tende verso l’opposto. Ma non tutto è perduto: chiunque abbia voglia di osare al di là delle attività standard, ha spesso carta bianca. Le intuizioni notturne, gli stream of consciousness, gli art attack sono esattamente ciò che ci si aspetta da un community manager. Non vergognatevi della vostra fantasia.</p>
<p><strong>Quali sono le evoluzioni che intravedi per questa nuova figura manageriale?</strong></p>
<p>«Credo che il community manager presto cambierà nome. Magari si chiamerà “Project master and Community auditor and researcher”: sarà un ruolo estremamente trasversale, che necessiterà di una comprensione completa dei progetti presi in carico. Un CM dovrà non soltanto avere piena consapevolezza delle dinamiche della Community, ma anche saper gestire i database di utenti a cui spedire mail personalizzate, conoscere nozioni di grafica e il suo impatto sui visitatori, monitorare l’editoria, scegliere le immagini e conoscere le tecniche di SEO, confrontarsi con il cliente, gestire un team e magari realizzare anche interviste. Stimolante, no?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/community-manager-errori-valutazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crescita, occupazione e investimenti esteri. Con validi manager anche in Italia si può!</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/crescita-occupazione-e-investimenti-esteri/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/crescita-occupazione-e-investimenti-esteri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Akka Technologies]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo economico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2153</guid>
		<description><![CDATA[Ecco la storia di un manager che è riuscito ad evitare il peggio e a favorire lo sviluppo creando nuovi posti di lavoro e attirando gli investimenti stranieri nel nostro paese. Parliamo di Giuseppe Castaldi, ceo di Akka Italia, la filiale italiana della multinazionale francese Akka Technologies. Una carriera in perenne ascesa, da collaudatore fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/akka_technologies3.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2175" title="akka_technologies" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/akka_technologies3-300x147.gif" alt="" width="300" height="147" /></a>Ecco la storia di un manager che è riuscito ad evitare il peggio e a favorire lo sviluppo creando nuovi posti di lavoro e attirando gli investimenti stranieri nel nostro paese.<br />
Parliamo di Giuseppe Castaldi, ceo di <a href="http://www.akka-italia.it/">Akka Italia</a>, la filiale italiana della multinazionale francese <a href="http://www.akka.eu/">Akka Technologies</a>. Una carriera in perenne ascesa, da collaudatore fino a responsabile dell’ingegneria, Castaldi è chiamato nel 2006 a guidare l’azienda per sanare una situazione disastrosa (ritardo dei pagamenti, ordini a picco, clientelismo) dovuta anche ad alcuni “<a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2011/03/partiamo-dal-ritardo-dei-pagamenti-per-cambiare-davvero/">malfunzionamenti</a>” del nostro paese. La situazione si complica nel giro di un paio d’anni con la crisi economica internazionale. I francesi decidono di lasciare l’Italia e chiedono a Castaldi di fare tagli al personale.</p>
<p><strong>La reazione di Castaldi è ferma e controcorrente. L’obiettivo è salvare il posto di lavoro dei 37 dipendenti di Akka Italia (15 dei quali senza lavoro) e ritornare a crescere anche valorizzando e tutelando il capitale umano.</strong> In che modo? <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/56971/">Con più formazione, la stipula di polizze per l’assistenza sanitaria e fondi di sostegno</a>. I risultati di queste scelte? Se quattro anni fa la sede di Torino era la 49esima, per rendimento, sulle 50 della multinazionale, già nel 2008 è stata la prima. Oggi nella filiale italiana lavorano 200 persone, quasi tutti ingegneri altamente specializzati. Ma non solo: Akka Technologies ha da poco acquistato il 65% della Mercedes-Benz Technology, un presupposto per la nascita di un polo ingegneristico in Piemonte che il manager vuole fortemente e che potrebbe portare all’assunzione e alla valorizzazione di tanti talenti locali.</p>
<p><strong>Come è stato possibile il “miracolo”? Grazie all’innovazione, agli investimenti sulle risorse umane  – il vero fattore di successo di un’organizzazione, come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tlT3AZl0OzI">spiega nel video</a> – e alla managerialità:</strong> è questa, non ci stancheremo di ripeterlo, la via per tornare a crescere. Una strategia di successo in grado attrarre investimenti stranieri anche nel nostro paese. Perché dove esiste un management illuminato c’è reale prospettiva per tornare a crescere e dunque il motore dello sviluppo riparte.</p>
<p>Ci piacerebbe raccontare e dare visibilità a storie come questa. Storie che spesso sfuggono di vista. Opportunità che l’Italia coglie anche grazie a manager in grado di accettare le sfide e scendere in campo facendo scelte lungimiranti.</p>
<p><strong>Commentate e raccontateci altre storie, anche così possiamo aiutare la crescita e lo sviluppo!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/02/crescita-occupazione-e-investimenti-esteri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Qualche (breve) dritta dai Ceo</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/experiences-important-ceo-world/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/experiences-important-ceo-world/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[ceo]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per i manager]]></category>
		<category><![CDATA[fare carriera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2117</guid>
		<description><![CDATA[Esperienze, consigli, best practice. Ma anche, perché no, aforismi. Purché siano brevi, efficaci e soprattutto autentici. Un Ceo dovrebbe sempre tenere presente gli esempi virtuosi e trarne degli insegnamenti per lavorare meglio, come spiega Peter Corbett, il giovane amministratore delegato di iStrategyLabs. Se viviamo nel mondo dei social network, dove tutto scorre veloce e muta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/sunshine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2118" title="sunshine" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/sunshine-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Esperienze, consigli, best practice. Ma anche, perché no, aforismi. Purché siano brevi, efficaci e soprattutto autentici. Un Ceo dovrebbe sempre tenere presente gli esempi virtuosi e trarne degli insegnamenti per lavorare meglio, <a href="http://om.ly/BlGiY">come spiega Peter Corbett</a>, il giovane amministratore delegato di <a href="http://om.ly/BlGiY">iStrategyLabs</a>. Se viviamo nel mondo dei social network, dove tutto scorre veloce e muta in fretta, rapporti compresi, ecco che tenere qualche punto saldo ogni tanto può esserci d’aiuto. Una serie di massime per riflettere e su cui, ne siamo certi, ci sarebbe molto altro da dire (ma il tempo di lettura di un post non può che essere breve, quindi le dichiarazioni lo saranno altrettanto).</p>
<p><strong>Daniel Ek</strong> (Ceo <a href="http://www.spotify.com/int/">Spotify</a>): “Individua le 5 priorità su cui concentrarti e dedicati a queste in modo implacabile e ripetutamente. Se sono di meno è anche meglio”.</p>
<p><strong>Dennis Crowley</strong> (Ceo <a href="https://it.foursquare.com/">FourSquare</a>): “Non permettere che la gente ti dica che le tue idee non funzioneranno. Se hai il presentimento che una cosa funzionerà realizzala. Non dare retta a chi ti disprezza”.</p>
<p><strong>Sarah Prevette</strong> (Fondatrice <a href="http://sprouter.com/">Sprouter</a>): “Fallo. Concludilo. Verifica i feedback e sistemalo di conseguenza. Affrettati, persevera e non perdere la fiducia in te stesso”.</p>
<p><strong>Sarah Lacy</strong> (Ceo <a href="http://pandodaily.com/">PandoDaily</a>): “Segui il tuo istinto. Può essere sbagliato, ma non avrai rimpianti se sbagli. Ti pentirai invece se non consideri il tuo istinto e poi sbagli”.</p>
<p><strong>Craig Newmark</strong> (Fondatore <a href="http://www.craigslist.org/about/sites/">Craigslist</a>): &#8220;Tratta le persone allo stesso modo in cui vuoi essere trattato e fai sempre riferimento al Customer service&#8221;.</p>
<p><strong>Gary Vaynerchuk</strong> (Ceo <a href="http://vaynermedia.com/">VaynerMedia</a>): “Lavora per i tuoi clienti, non per la stampa o per i report finali. Il tuo target finale (cliente, consumatore ecc.) è l’unica cosa che importa a lungo termine”.</p>
<p><strong>Matt Mullenweg</strong> (Ceo <a href="http://automattic.com/">Automattic</a>): “Reinventa le ruote di cui hai bisogno per correre”.</p>
<p><strong>Jason Goldberg</strong> (Ceo <a href="http://Fab.com/">Fab.com</a>): “Afferra una cosa e fai quella cosa meglio di chiunque altro”.</p>
<p><strong>Alexis Ohanian</strong> (Ceo <a href="http://it.reddit.com/">Reddit</a>): “Fai ciò che la gente vuole, poi stroncalo e farai qualcosa che la gente adorerà”.</p>
<p><strong>Chris Brogan</strong> (Presidente <a href="http://www.humanbusinessworks.com/">Human Business Works</a>): “Compra il libro di Eric Ries e poi  costruisciti un palco. Questo è un anno alla grande”.</p>
<p><strong>Matt Howard</strong> (Ceo <a href="http://zoomsafer.com/">ZoomSafer</a>): “Saggezza di una startup. Il primo lavoro di un Ceo non è dirigere per il denaro”.</p>
<p><strong>Brian Wong</strong> (Ceo <a href="http://kiip.me/">Kiip</a>): “Impara sempre dagli altri. Quando incontri qualcuno non devi voler qualcosa da lui ma devi voler imparare qualcosa da lui”.</p>
<p><strong>Seth Priebatsch</strong> (Direttore <a href="http://twitter.com/sethpriebatsch">Ninja</a>, <a href="http://www.scvngr.com/about">Scvngr</a> e <a href="https://www.thelevelup.com/">LevelUp</a>): “Una cosa che mio padre mi ha insegnato. Chiedi il perdono, non il permesso”.</p>
<p><strong>Hooman Radfar</strong> (Fondatore <a href="http://www.clearspring.com/about#.TyeobZi0c4Y">Clearspring</a>): “Regala la vittoria, trattieni le sconfitte. Il tuo lavoro consiste nel curare la grandezza”.</p>
<p><strong>Alexa Hirschfeld</strong> (Ceo <a href="http://www.paperlesspost.com/">Paperless Post</a>): “I clienti e i dipendenti sono gli indicatori chiave del successo di un’azienda. La stampa e gli investitori arrivano dopo mesi”.</p>
<p>Sicuramente nel corso della vostra carriera avrete incontrato <strong>uomini e donne eccezionali che hanno saputo trasmettervi importanti valori e insegnamenti.</strong> Magari, tra questi, c&#8217;erano anche vostro padre e vostra madre. Allora perché non ci scrivete la vostra massima, il vostro pensiero guida in grado di dare lo spunto per lavorare (e vivere) sempre meglio?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/experiences-important-ceo-world/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Twitter in azienda con più hashtag</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/twitter-hashtag/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/twitter-hashtag/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicare con Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[hashtag]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2113</guid>
		<description><![CDATA[Che il “fenomeno” Twitter sia ormai esploso anche in Italia nessuno lo può negare. L’utilizzo di questo social network che mette a disposizione 140 caratteri per lanciare i nostri messaggi è senz’altro un’opportunità per creare maggiori connessioni e comunicare in modo più diretto ed efficace anche in chiave corporate. Gli hashtag sono tuttavia ancora poco conosciuti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/Twitter-Hashtags.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2114" title="Twitter-Hashtags" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/Twitter-Hashtags.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Che il “fenomeno” Twitter sia ormai esploso anche in Italia <a href="http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-318b2683-8de6-4bfb-886d-9b88e842588c.html">nessuno lo può negare</a>. L’utilizzo di questo social network che mette a disposizione 140 caratteri per lanciare i nostri messaggi è senz’altro un’opportunità per creare maggiori connessioni e comunicare in modo più diretto ed efficace anche in chiave corporate.</p>
<p><strong>Gli <a href="https://gaggleamp.com/blog/hash-tagging-corporate-tweets/?utm_source=GaggleAMP-GaggleAMP&amp;utm_medium=Twitter%20(GaggleAMP)&amp;utm_content=13264-Using%20hashta&amp;utm_campaign=(GaggleAMP)">hashtag</a> sono tuttavia ancora poco conosciuti. Giusto per essere chiari, stiamo parlando di tweet preceduti da un cancelletto (#) che vengono creati di solito in occasione di eventi su cui si offrono rapidi e costanti aggiornamenti, come se si seguisse una conversazione in corso.</strong> Corrispondono ai tag dei post dei blog o dei video di YouTube. Il vantaggio? Questi tweet possono essere trovati e classificati meglio e in modo più ordinato. Allo stesso tempo si aumenta il numero dei nostri follower.</p>
<p><strong>Facciamo un esempio. </strong><a href="http://twitter.com/manageritalia">Manageritalia</a> ha organizzato un convegno sulla carriera e vuole dare la possibilità di seguire la discussione via Twitter. Ecco che l’hashtag da ricercare potrebbe essere #Manageritaliaconvegnocarriera. Se si cercasse solo la parola Manageritalia su Twitter uscirebbe di tutto (ebbene sì, siamo noti, citati e ripresi anche lì).<br />
<strong>Un consiglio pratico per l’utilizzo degli hashtag?</strong> Se ne possono usare più di uno per ogni tweet ma è comunque preferibile scegliere parole chiave che sono già state create e che hanno un loro pubblico (come i tag dei post del resto).</p>
<p><strong>E voi a che punto siete con Twitter dentro e fuori l’azienda? Utilizzate gli hashtag?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/twitter-hashtag/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lezioni 2.0 e non solo da Monsignor Ravasi</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/lmonsignor-ravasi-twitter/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/lmonsignor-ravasi-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pedretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[l'espresso]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor gianfranco ravasi]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2100</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sera leggendo su l’Espresso la rubrica di Monsignor Gianfranco Ravasi, ho trovato un monito forte per quanti nella vita e nel business pensano ancora che il mondo 2.0 (ormai potremmo essere a X.0) sia un gioco. Ravasi, che travalica nella qualità ogni ideologia, mi ha stupito perché ha fatto in 4.000 battute la miglior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/gianfranco-ravasi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2101" title="gianfranco-ravasi" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/gianfranco-ravasi.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Ieri sera leggendo su l’Espresso la rubrica di Monsignor Gianfranco Ravasi, ho trovato un monito forte per quanti nella vita e nel business pensano ancora che il mondo 2.0 (ormai potremmo essere a X.0) sia un gioco. <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2012/01/Anche-Ges%C3%B9-userebbe-Twitter.-Gianfranco-Ravasi.-LEspresso.pdf">Ravasi</a>, che travalica nella qualità ogni ideologia, mi ha stupito perché ha fatto in 4.000 battute la miglior analisi di quello che dovrebbe essere il mondo 2.0 per tutti noi.</p>
<p><strong>Leggere il suo commento non potrà che convincere anche i più scettici che la rete, i social ecc. non sono giochi, ma modi attuali di comunicare, vivere e avere relazioni.</strong> E quindi da tenere nel dovuto conto da tutti e ancor più da chi, manager o lavoratore, deve anche e soprattutto personalmente utilizzare questi strumenti senza se e senza ma. Interessante è anche pensare, come dice Ravasi, che scrivere qualcosa in 140 battute ci aiuta a essenzialità e chiarezza, non male come monito per la comunicazione in generale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/lmonsignor-ravasi-twitter/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come diventare un community manager di successo</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/come-diventare-un-community-manager/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/come-diventare-un-community-manager/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[community manager]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2081</guid>
		<description><![CDATA[Si celebra oggi il terzo anniversario simbolico della nascita del community manager, una figura manageriale sempre più richiesta nelle grandi e piccole aziende, grazie all’importanza crescente assunta dagli ambienti del web 2.0 (social network, blog, canali di informazione come Twitter ecc.). Le caratteristiche migliori per ricoprire questo ruolo con efficacia? Ecco una lista che può essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/job-community-manager.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2082" title="job-community-manager" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/job-community-manager-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Si celebra <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/community_manager_appreciation_day_2012.php">oggi</a> il terzo anniversario simbolico della nascita del community manager, una figura manageriale sempre più richiesta nelle grandi e piccole aziende, grazie all’importanza crescente assunta dagli ambienti del web 2.0 (social network, blog, canali di informazione come Twitter ecc.).</p>
<p><strong>Le caratteristiche migliori per ricoprire questo ruolo con efficacia?</strong> Ecco una lista che può essere presa in considerazione e alcune indicazioni sugli errori che non dovrebbero mai essere commessi.</p>
<p><strong>Caratteristiche migliori</strong></p>
<ul>
<li>Essere preparato sul prodotto/marchio/argomento che si sta trattando.</li>
<li>Far sentire tutti benvenuti nelle community.</li>
<li>Dare a tutti una seconda possibilità per replicare, creare dibattito e interagire con gli altri membri.</li>
<li>Conoscere le esigenze dei membri della community e, meglio, conoscerli anche nella realtà.</li>
<li>Sorridere anche nella vita reale ogni volta che pubblica un emoticon smile.</li>
<li>Non nascondersi dietro a una maschera ma rivelare la propria identità dalla passione con cui modera e padroneggia determinati argomenti.</li>
<li>Avere competenze legate al marketing, al supporto per la clientela, alla strategia di prodotto e alla user experience.</li>
<li>Avere interesse ad approfondire nuove  competenze, dall’apprendimento di nuove skill a una nuova lingua.</li>
<li>Difendere il brand per cui lavora  ma non spaventarsi di fronte alle scuse da rivolgere al pubblico in caso di errore/incidente.</li>
<li>Trovare la soluzione migliore per uscire da un impasse nella discussione.</li>
<li>Essere interessati a confrontarsi con opinioni e pensieri diversi dai propri.</li>
<li>Leggere test psicologici, report e statistiche.</li>
<li>Condividere informazioni e materiali.</li>
</ul>
<p><strong>Difetti imperdonabili</strong></p>
<ul>
<li>Giudicare i membri della community, anche sul modo in cui scrivono o sulle loro abilità comunicative.</li>
<li>Essere frenetici.  Deve essere rapido, ma non lasciarsi prendere dalla fretta, ha pochi minuti per rispondere e dar voce al brand, deve essere calmo e ponderare con cura quel che deve dire.</li>
<li>Essere permalosi. Il community manager è in costante contatto con le persone (utenti e clienti) e non deve mai perdere la calma se qualcuno lo contraddice, gli fa un appunto o lo critica.</li>
<li>Non avere autonomia. Deve essere in grado di prendere decisioni e assumersi delle responsabilità sia in agenzia che in azienda.</li>
<li>Essere incapaci di modificare il linguaggio e il tono specifici per ogni situazione.</li>
</ul>
<p><strong> E voi? Conoscete o siete dei community manager? Dal vostro punto di vista, quali sono i must e gli errori da evitare nella maniera più assoluta? Come si evolverà questa professione nei prossimi anni?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/come-diventare-un-community-manager/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consigli ed esempi di pmi per sfondare coi social network</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/fare-business-con-i-social-network/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/fare-business-con-i-social-network/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[business social network]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2056</guid>
		<description><![CDATA[Che l’utilizzo in chiave strategica di marketing dei social network rappresenti un’ottima opportunità per incrementare il proprio business non è di certo una novità. Tra i casi da manuale, quelli che vengono presentati agli incontri di settore, si descrivono di solito esempi legati a grandi brand. Eppure anche le pmi e i singoli professionisti dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-marketing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2073" title="social-media-marketing" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-marketing-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Che l’utilizzo in chiave strategica di marketing dei social network rappresenti un’ottima opportunità per incrementare il proprio business non è di certo una novità. Tra i casi da manuale, quelli che vengono presentati agli incontri di settore, si descrivono di solito esempi legati a grandi brand. <strong>Eppure anche le pmi e i singoli professionisti dei più svariati ambiti possono sfruttare i nuovi ambienti messi a disposizione dalla rete.</strong></p>
<p>Sul sito <a href="http://www.socialmediaexaminer.com/9-small-business-social-media-success-sto">Social media examiner</a> <a href="http://twitter.com/Phil_Mershon">Phil Mershon</a> prende in esame 9 idee di successo. A cominciare dal fotografo <a href="http://photos.jarviedigital.com/">Scott Jarvie</a>, specializzato nel ramo della ritrattistica da matrimonio e nelle immagini di paesaggio. Jarvie fa ormai tutto con i social network, soprattutto con Facebook e Google +: <strong>recluta nuovi collaboratori, scambia gallerie fotografiche, chiede e offre contributi per intervenire sulle immagini.</strong> Ha persino ideato e diffuso online una tecnica pluripremiata che ricrea l’effetto di una finestra tridimensionale, The Jarvie Window. <a href="http://www.theprospectingexpert.com/">Steve Kloyda</a> ha fondato una piccola società online di consulenza business to business dedicata a venditori commerciali che produce video e podcast e ha lanciato un’<strong>applicazione per iPhone interattiva</strong>. <a href="http://coconutbliss.com/">Coconut Bliss</a> fa gelati e dessert e li promuove attraverso <strong>concorsi e partnership insieme a newsletter di aziende che vendono prodotti salutistici</strong>. <a href="http://www.jamaicansmusic.com/">JamaicansMusic</a> è un canale musicale online dedicato alla musica jamaicana che in 4 mesi ha totalizzato un milione e mezzo di fan. <a href="http://www.seomoz.org/">SEOMoz</a> è un provider Seo in grado di mettere in relazione persone e far guadagnare punti per apparire più visibili nei motori di ricerca. <a href="http://ana-white.com/">Ana White</a> è un donna carpentiere che vuole promuovere il talento femminile in questo tipo di attività: con più di 51.000 fan su Facebook, diffonde guide gratuite, incoraggia la pubblicazione di immagini coi risultati più apprezzati di mobili rimessi a nuovo.</p>
<p><strong><a href="http://www.easylunchboxes.com/">EasyLunchBoxes</a> vende contenitori per la schiscetta (in milanese, pranzo al sacco), promossi attraverso un blog che fa rimbalzare sui canali Twitter, Facebook e YouTube. </strong><a href="http://www.socialmediaexplorer.com/">Social media explorer</a> è una web agency che sfrutta Intent, un plugin di Twitter che permette agli iscritti di individuare esattamente chi seguire se si vogliono avere informazioni su un determinato business o settore professionale. Infine <a href="http://www.orabrush.com/index_B.html.en">OralBrush</a>, che attraverso un video virale su YouTube ha saputo spiegare l’importanza della pulizia della lingua, non solo per motivi igienici ma per la salute, il respiro e le relazioni interpersonali.</p>
<p>Ecco una serie di consigli che si possono trarre da questi esempi di successo.</p>
<ul>
<li><strong>Differenziare le strategie social.</strong></li>
<li><strong>Condividere gratuitamente materiali, strumenti, risorse.</strong></li>
<li><strong>Creare un podcast o un video per diffondere i contenuti e promuovere la nostra attività</strong></li>
<li><strong>Sviluppare un’applicazione mobile per i nostri clienti.</strong></li>
<li><strong>Imparare a creare immagini fotografiche accattivanti, curiose, originali.</strong></li>
<li><strong>Lanciare concorsi e giochi, sviluppare partnership per far crescere la nostra base di fan e il nostro posizionamento Seo.</strong></li>
<li><strong>Creare community dove gli user possano parlare di loro stessi.</strong></li>
<li><strong>Curare nei dettagli la pagina di benvenuto su Facebook, in modo che sia irresistibile, attraente e con tutte le informazioni necessarie.</strong></li>
<li><strong>Permettere in modo semplice ai visitatori del nostro sito di seguirci attraverso i bottoni dei social network.</strong></li>
<li><strong>Investire su YouTube: il video può essere documentario shock o un filmato indimenticabile.</strong></li>
</ul>
<p>E voi che uso fate dei social network? Avete sperimentato strategie o strumenti da condividere? Aspettiamo le vostre storie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/fare-business-con-i-social-network/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Multitasking, creatività e risultati: yes, we can!</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/svolgere-un-lavoro-creativo/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/svolgere-un-lavoro-creativo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro creativo]]></category>
		<category><![CDATA[multitasking]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=2003</guid>
		<description><![CDATA[Chi svolge un lavoro creativo lo sa: la concentrazione e il tempo necessario per concludere nel migliore dei modi le proprie attività, insieme alle condizioni ottimali per farlo (silenzio, strumenti tecnologici, collaboratori che non interrompono in continuazione il nostro lavoro ecc.) sono un must. Ma cosa accade se tutto ciò non si verifica e dobbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/clessidra1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2006" title="clessidra" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/clessidra1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Chi svolge un lavoro creativo lo sa: la concentrazione e il tempo necessario per concludere nel migliore dei modi le proprie attività, insieme alle condizioni ottimali per farlo (silenzio, strumenti tecnologici, collaboratori che non interrompono in continuazione il nostro lavoro ecc.) sono un must. <strong>Ma cosa accade se tutto ciò non si verifica e dobbiamo realizzare progetti creativi rispettando deadline precise?</strong> È la domanda che si pone <a href="http://the99percent.com/tips/7124/The-Counter-Intuitive-Benefits-of-Small-Time-Blocks">Elizabeth Grace Saunders</a>. Spesso non possiamo permetterci di aspettare il momento giusto perché rischiamo di rimandare troppo e di perdere delle preziose occasioni. Urge allora un approccio diverso.</p>
<p>Ecco qualche consiglio per un multitasking efficiente.</p>
<ul>
<li><strong>Annotare tutto ciò che serve per realizzare il nostro progetto, senza preoccuparci se l’elenco non è completo o in ordine. Non è necessario pensare tutto o fare il piano ideale.</strong></li>
<li><strong>Pianificare in 15-30 minuti. Un tempo molto breve ma delimitato in maniera inequivocabile (occhio, non si deve sforare).</strong></li>
<li><strong>Affrontare una piccola quantità di lavoro per volta, step by step, fissando degli appuntamenti per il brainstorming e senza alcuna pretesa di concludere tutto subito.</strong></li>
<li><strong>Al termine della nostra mezz’ora a disposizione, segnarsi le idee nuove emerse durante il nostro lavoro e stabilire un momento specifico del giorno seguente (non dopo una settimana!) per continuare da dove si ha interrotto.</strong></li>
<li><strong>Ripetere, se necessario.</strong></li>
</ul>
<p>Ma è realmente possibile produrre qualcosa di valore in così poco tempo? La logica di questo approccio è meglio poco che niente. Inoltre, ci sono una serie di vantaggi del lavoro a piccoli passi. Tra questi, si riducono lo stress e l’energia. <strong>Questo metodo “breve e dolce” è poi più semplice dal punto di vista mentale ed emotivo. Il senso di colpa evapora:</strong> detto altrimenti, non ci sentiremo angosciati per non trovare il momento giusto se impostiamo in maniera razionale, fin dall’inizio, il nostro piccolo blocco di lavoro. Cominciando subito <strong>si ha anche la possibilità di chiedere aiuto e di ottenere veloci feedback.</strong> Numerosi esperti di time management sostengono infine che il genio si libera durante i lavori brevi e che, al contrario, la creatività diminuisce se abbiamo davanti a noi giornate o settimane dedicate a una singola attività.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate di questo approccio che in sostanza favorisce il multitasking e dovrebbe permettere di far progredire ogni nostro singolo progetto ottenendo risultati concreti?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/svolgere-un-lavoro-creativo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una regola per il successo: la chiarezza</title>
		<link>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/segreto-per-il-successo-negli-affari/</link>
		<comments>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/segreto-per-il-successo-negli-affari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[chiarezza]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://crisiesviluppo.manageritalia.it/?p=1982</guid>
		<description><![CDATA[Strategia, obiettivi precisi e misurabili, passione: sono molte le ricette che spesso vengono citate per avere successo nel proprio lavoro. Ma spesso si dimentica un concetto: la chiarezza. Essere chiari con noi stessi e con gli altri, per porci le domande giuste, per avere una vision che non sia un sogno astratto ma un progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/crystal-ball.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1983" title="crystal ball" src="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/crystal-ball-300x244.gif" alt="" width="300" height="244" /></a>Strategia, obiettivi precisi e misurabili, passione: sono molte le ricette che spesso vengono citate per avere successo nel proprio lavoro. Ma spesso si dimentica un concetto: la chiarezza. Essere chiari con noi stessi e con gli altri, per porci le domande giuste, <strong>per avere una vision che non sia un sogno astratto ma un progetto che si fonda su basi concrete.</strong> L’analisi e la verifica costante sono i presupposti di questo atteggiamento, a ben vedere tutt’altro che scontato. </p>
<p><strong>La chiarezza non è una lampadina che si accende all’improvviso, un’ispirazione magica,</strong> ma significa fare il punto sulle nostre risorse, su ciò che abbiamo e potremmo avere con un calcolo accurato.</p>
<p>Siamo d’accordo con <a href="http://www.ducttapemarketing.com/blog/2012/01/02/the-single-greatest-factor-of-success-in-business/">John Jantsch, che illustra una serie di vantaggi nell’essere chiari</a>, tra i quali quello di prendere le decisioni migliori, anticipare le singole esigenze, guardare al profitto e, in sostanza, abbracciare la verità del nostro business.</p>
<p><strong>All’inizio del 2012 è questo il nostro augurio per il prossimo anno.</strong> Stiamo attraversando un periodo molto difficile per la nostra economia, ma non vogliamo demoralizzarci: è tempo di agire, scoprire le nostre potenzialità, fare il punto in maniera lucida per definire chi siamo e dove vogliamo andare, come uomini e donne, ma soprattutto come manager.</p>
<p>E voi, avete individuato con chiarezza la vostra meta?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://crisiesviluppo.manageritalia.it/2012/01/segreto-per-il-successo-negli-affari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

