comunicare con twitterCome una volta i cantastorie erranti erano promotori e diffusori della cultura dominante così oggi il nostro principale sforzo è quello di creare e mantenere senso attraverso la narrazione in un mondo – anche aziendale – sempre più eterogeneo e sfilacciato.

Il contesto attuale ci ha regalato dei potentissimi dispositivi narrativi ma questi nuovi dispositivi sono vuoti e sta a noi comprendere e usare al meglio le modalità di narrazione che, da migliaia di anni, continuano ad evolversi.

Come può un’azienda a raccontarsi attraverso Twitter?

Come e cosa raccontare sulla bacheca di Facebook?

Com’è cambiato il design dell’informazione e della narrazione con nuovi device quali i tablet?

Come presidiare l’identità di marca o di un’organizzazione in un contesto in cui la narrazione lineare – in ottica di causa/effetto – non esiste più?

La risposta a queste domande ha a che fare sia con la tecnologia sia con la cultura intesa come “collante di senso” all’interno di un’azienda, di un’organizzazione e, più in generale, di un contesto caratterizzato da un ecosistema mediale sempre più affollato e sfaccettato in cui nuovi media si affiancano a media (e contenuti) tradizionali che vengono consumati in maniera totalmente nuova (pensiamo a chi guarda la tv commentando su Twitter o su chi anima forum sui reality show). Di sicuro, siamo già tutti profondamente immersi e sintonizzati, anche se ancora meravigliati e poco consapevoli, con questi cambiamenti che, prima ancora di far emergere nuovi modelli di business, stanno modificando profondamente il nostro modo di pensare, selezionare, creare nuova conoscenza e governare nuove relazioni.