Per i rappresentanti di manager e alte professionalità del pubblico e del privato la Pubblica Amministrazione deve essere un cavallo su cui puntare e non da azzoppare. I tagli ai dirigenti vanno valutati nella forma e nella sostanza e non cambierà nulla se non si permette ai manager di operare con deleghe e poteri.

Questo nella sostanza il senso del comunicato di ieri di Costituente Manageriale, il soggetto che rappresenta unitariamente a livello istituzionale quasi un milione di dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. Non un no ad una seria revisione della spesa pubblica e all’indispensabile riforma della P.A. Ma la volontà di fare qualcosa di strutturale e definitivo, tagliando se e dove necessario, ma a ragion veduta e pensando a un progetto organico di riorganizzazione. Una posizione non isolata.

Così si è espresso infatti ieri in un comunicato Silvestre Bertolini, coordinatore di Costituente Manageriale: <<I tagli ai dirigenti e ai dipendenti della P.A. ci preoccupano per tre motivi. Bisogna valutare se, come e dove tagliare, avendo come obiettivo una maggiore efficacia ed efficienza e non tanto far cassa e, soprattutto, bisogna tutelare chi verrà colpito dagli eventuali tagli non creando nuovi “esodati” senza sbocchi e futuro. Ma soprattutto bisogna sapere che nulla cambierà nella P.A. se non si volta pagina facendone una risorsa per il rilancio del Paese e non come è oggi una dépendance della politica. Se non si lasciano lavorare i dirigenti, se non si danno loro le necessarie deleghe e poteri per operare al meglio con i tanti bravi e competenti collaboratori già oggi presenti a cambiare la macchina, nulla cambierà>>.

<<I dirigenti pubblici – chiude Bertolini – hanno già pagato un conto salato negli ultimi anni con l’aumento dei carichi di lavoro a fronte del taglio del 5% e 10% delle retribuzioni. La spesa pubblica ha tantissimi rivoli di inefficienza e inefficacia sui quali agire e anche all’interno della P.A. ci sono ben altre spese da tagliare, vedi per esempio le consulenze e gli incarichi esterni, prima delle teste di dirigenti e dipendenti. Insomma, monitoreremo con attenzione perché l’Italia in generale, ancor più nel settore pubblico e nella P.A., ha bisogno di organizzazioni efficienti ed efficaci, che solo validi manager possono garantire. Non vorremmo finisse tutto come in quelle aziende private che per risparmiare costi facilmente e in fretta tagliano soprattutto il management e il personale e poi scoprono che tutto va peggio di prima>>.

Insomma, anche qui è un problema di manico e di management.