Chi frequenta i tribunali e ha qualche competenza organizzativa è quasi sempre convinto che molti problemi della giustizia italiana potrebbero essere risolti attraverso interventi di riorganizzazione del lavoro, senza necessariamente mettere mano ai codici di procedura.

Ma si sa, nessuno chiama i manager a occuparsi di queste cose. Qualche tempo fa ho scoperto però che anche nel mondo accademico qualcuno si è accorto di questo problema e, soprattutto, è riuscito a convincere alcuni tribunali a effettuare un esperimento sul campo. Ho quindi incontrato il professor Andrea Ichino dell’Università di Bologna, che mi ha spiegato il progetto che sta conducendo in team con altri ricercatori. Ne parla in questo articolo pubblicato qualche giorno fa su lavoce.info.

I problemi di un utilizzo eccessivo del multitasking sono ben noti a noi manager, che talvolta ne diventiamo vittime e più spesso ne osserviamo gli effetti negativi sul lavoro dei nostri collaboratori. Forse potremmo portare qualche contributo a progetti di questo tipo. Ma anche su altri temi (penso ad esempio ai percorsi di specializzazione, alla mappatura delle competenze e simili) potremmo aiutare i giudici a lavorare meglio.

Cosa ne pensate? Potremmo forse affiancare gli accademici portando le nostre esperienze aziendali in questo contesto?