Vado all’Esselunga e in fondo alla cassa trovo Speciale News, una rivista piacevole con rubriche a cura di giornalisti famosi, come Isabella Bossi Fedrigotti.

Tra un detersivo per i piatti e un rasoio da barba, in un negozio della catena Acqua e Sapone, afferro una copia della rivista omonima, con in copertina
Enrico Brignano, e mentre aspetto in coda leggo la sua intervista.

Nelle farmacie Essere Benessere ecco il magazine diretto da Ilaria Sicchirollo.

All’Università Bocconi, prima che inizi un convegno, sfoglio Via Sarfatti 25.

Sarà che ho un debole per i periodici e che nei momenti di attesa leggo la prima cosa che mi capiti sotto tiro, ma in effetti le pubblicazioni free press corporate sono molto diffuse in Italia, con tirature e diffusioni, mi dicono colleghi che ci lavorano, che spesso superano il milione di copie.

House organ, ma con valore aggiunto, che affrontano temi anche profondi e intanto parlano di prodotti e promozioni. Pubblicazioni che non vogliono più essere la “voce del padrone” ma informare, intrattenere, incuriosire e coinvolgere. Come fa del resto anche Dirigente, la rivista di Manageritalia. Disponibile oggi anche nella versione per iPhone e iPad e sempre più vicina ai blog Crisiesviluppo, Donne e Pensioni (al termine di alcuni articoli vi invitiamo a discuterne con noi online).

Per chi volesse approfondire lo studio degli house organ, c’è un corso di formazione specifico che vi consiglio all’Institut des Médias – ISCPA di Lione: si fa il punto sui valori da comunicare e allo stesso tempo si danno dritte molto pratiche per il taglio editoriale migliore da dare.

In questi giorni ho parlato di house organ con Giorgio Bigatti (direttore della Fondazione Isec e docente di Storia economica in Bocconi), che insieme a Carlo Vinti (Storia della grafica all’Università di Ascoli Piceno) hanno creato un repertorio di stampa aziendale del Novecento: non solo bollettini ma testate storiche che hanno conosciuto un boom tra gli anni 50 e 70. L’Italia, infatti, nel corso del suo sviluppo industriale, ha conosciuto nel settore degli house organ una tradizione di grande interesse, testimoniata non solo da esempi celebri come la rivista “Pirelli” o “Civiltà delle Macchine”, ma anche da testate meno note, promosse da aziende di piccole dimensioni, appartenenti a settori strategici del made in Italy.

Ma noi che lavoriamo col digitale vorremmo sapere: preferite sfogliare una rivista patinata o confrontarvi online sui canali online corporate (social network ecc.)? Strumenti complementari oppure oggi il web 2.0 ha di fatto superato la stampa d’azienda?