Venezia è come il giano bifronte. Durante il giorno appare come un grande Lunapark assediato dai turisti, un brulicare di gente e di grandi iniziative private (due nomi? Pinault e Benetton), che rendono viva la serenissima, ma da una certa ora in poi il sipario si abbassa e dietro le facciate dei palazzi non di rado c’è caos e desolazione (topi, appartamenti abusivi, impiegati fannulloni, resti di solai abbandonati, casse comunali prosciugate ecc.).
Sul Corriere leggiamo dell’esasperazione dell’ex sindaco Massimo Cacciari, insofferente ai piagnistei. Bene, aggiungiamo noi, superiamo le lagne e rimbocchiamoci le maniche provando a gestire questa grande città in un modo più manageriale. Certo, gli investimenti dei mecenati sono utili ma non bastano. Venezia e i veneziani avrebbero bisogno di più manager per far funzionare una città che se ha da sempre una vocazione terziaria e richiede sempre più strategia, progetti, intelligenza, competenze e problem solving.





Ok condivido al 100%.
21 aprile 2012 alle 13:03La storia ci ricorda che il punto di forza della Serenissima e’ stato il Commercio gli scambi internazionali gestiti con grandi capacita’ Manageriali dai Commercianti della Repubblica Veneziana.
Oggi piu’ di ieri questo progetto puo’ essere una grande e nuova opportunita’ di crescita sostenibile per il ns Territorio.
Le capacita’, le competenze, le conoscenze, la Responsabilita e l’etica dei ns Manager puo contribuire con la giusta politica a raggiungere nuovi importanti obiettivi che la Citta’ di Venezia merita.
Sono abbastanza d’accordo e dico subito che l’articolo di Cazzullo sul Corriere della Sera non mi è piaciuto, anche per aver interpellato personaggi assolutamente out dalla vita cittadina come il Cacciari. L’”abbastanza” è poi perche’
1) non è che i manager non ci siano… a Venezia ci sono manager eccellenti, sia nel turismo, sia nei servizi avanzati.. ed anche nella Pubblica Amministrazione.
2) è ovvio che i manager vanno dove sono richiesti. Mio suocero, fiorentino, cinquant’anni fa venne a Venezia perchè a Marghera c’era una industria che lo richiedeva, e qui naquero le sue figlie… Forse possiamo domandarci dove sono oggi le grandi imprese e dove hanno messo i soldi i mitici “imprenditori del nord-est”; da questo punto di vista il problema è più nazionale e veneto che veneziano..
3) basta trasmettere questa immagine di città in declino, primo perchè è controproducente, poi perchè non è vero. A Venezia è vero che abbiamo beccato qualche bigliettaio disonesto e qualche geometra che intascava mazzette, fatti evidentemente da reprimere, condannare e contro i quali si stanno prendendo adeguate contromisure.. ma se guardassimo a paragone l’amministrazione alemanniana di Roma…. Venezia non è in declino: stiamo costruendo qui la più grande opera civile oggi in costruzione in Europa, garantiamo la fruibilità di una città delicata a 21 milioni di visitatori l’anno, abbiamo l’Università e centri di ricerca di rilevanza internazionale.
Sonopronto ad una disputa con Cazzullo quando volete. Volete organizzarla Voi di Manageritalia?
Saluti
25 aprile 2012 alle 21:40