Personal-BrandQuando si è sul treno del cambiamento si hanno poche certezze, esistono molte sfide e ci vogliono dei punti fermi su cui contare; proprio per questo il consolidato delle nostre esperienze diventa importante per partire da lì e andare oltre.

Fare Personal Branding significa influenzare positivamente gli altri facendo in modo che le informazioni che riteniamo chiave (sia per il nostro business, sia per la ricerca di lavoro), giungano in anticipo e siano trovabili anche quando non si può prevedere  dove e da chi saranno ricercate.

Ricordiamo che tutti abbiamo un Personal Branding, alcuni lo curano, altri non ne hanno consapevolezza, ma tutti lo abbiamo: quindi con un’azione programmata e pianificata potremmo spingere sull’acceleratore e renderci più visibili.

Il ruolo chiave delle domande

All’inizio della carriera lavorativa si affronta un colloquio pronti a rispondere alle domande del selezionatore, consci di aver poca esperienza da raccontare, molta teoria e tanta voglia di metterla in pratica; con il trascorrere degli anni le cose cambiano e diventano tante le domande da fare o meglio: un vero professionista sedendosi davanti a chi potrebbe aver bisogno di lui, dovrebbe sapere che quello che gli viene chiesto è di “proporre delle soluzioni” “risolvere dei problemi” mettendo a disposizione tutto il bagaglio di esperienza che porta con sè.

Di un Manager, un Dirigente che sono difronte ad un potenziale nuovo datore di lavoro si possono avere già molte informazioni a disposizione, google non mente, in rete potremmo trovare tanto su di lui; l’operato di tanti anni di carriera deve essere trovabile per permettergli di capovolgere il colloquio e fare domande; proprio quelle domande che gli permetteranno di farsi percepire come un vero professionista in grado di portare un valore aggiunto a chi lo ingaggerà.

Fare domande lo differenzierà sin da subito e renderà immediato il feedback del colloquio: sarà chiaro se tra loro due si possono concretizzare le cose.

Chi cerca sa benissimo quale tipo di problema ha e quale miglior leva se non capire subito come ci può essere utile quel manager per risolvere i nostri problemi?

Tutte le informazioni che vanno oltre a questo tipo di  pianificazione devono essere già in possesso di chi ci cerca; anzi chi cerca deve essere arrivato a noi proprio grazie a quelle informazioni.

Concludendo

Non subire un colloquio, ai Manager che assisto ogni giorno suggerisco sempre di fare domande, di usare le domande come elemento per far visualizzare all’interlocutore la loro vision perchè, solo la vision unita all’esperienza, può essere l’elemento che li farà scegliere!

Chi cerca un professionista quindi non è interessato a capire cosa questo sa, in termini nè di conoscenza, nè di competenza, perchè lo da per scontato e per questo c’è il Personal Branding, ma è molto sensibile a capire come agirà certi comportamenti, che tipo di valore aggiunto porterà all’azienda, come saprà proporre soluzioni per risolvere problemi o innescare nuovi meccanismi per cambiare le cose.

Riassumendo

  1. Non trascurare mail il Personal Branding, leva fondamentale per amplificare le nostre azioni presenti passate e future.
  2. Raccontarsi attraverso le domande per dare informazioni su di noi ma costruirci un’immagine chiara e consistente anche della relatà con cui stimo entrando in contatto al fine di farsi scegliere, potendo scegliere.

E questo vale non solo per i manager, ma per tutti noi.

Anna Martini