Conoscenze giuste? Spintarelle strategiche? Un cognome passepartout? In Italia è un ritornello: se si vuole raggiungere traguardi ambiti è necessario farsi aiutare da qualcuno che conta senza tanti scrupoli o essere “figli di”.
Manageritalia ha scelto di approfondire le ultime tendenze in materia di carriera e sviluppo professionale per inaugurare “Coffee Break – Il business espresso”, il nuovo format video appositamente pensato per i tre blog dell’organizzazione (Crisi & Sviluppo, Donne e Pensioni) che nei prossimi mesi vedrà diversi manager di aziende italiane e internazionali confrontarsi davanti alla macchinetta del caffè della propria azienda su tematiche ed esperienze connesse al mondo del lavoro, al management e all’innovazione.
Alla prima puntata del format, online su questo blog, hanno partecipato Christina Lundari, Industry Leader di Google Italia, e Alessandro Preda, Group Chief HRO Officer di Autogrill che, insieme al direttore marketing di Manageritalia Enrico Pedretti, si sono confrontati sulle strade migliori da percorrere per fare carriera oggi.
Buona visione!
Ma le cose stanno sempre così? Il merito e il talento hanno ancora diritto di cittadinanza nel nostro paese? Manageritalia ha voluto ancora una volta andare oltre i luoghi comuni e i discorsi da bar. L’ha fatto interpellando chi, senza facili scorciatoie, si è fatto strada nel mondo del lavoro fino a raggiungere posizioni di grandi responsabilità, per ricoprire ruoli chiave come quelli manageriali.
Per questo motivo ha compiuto un’interessante indagine dedicata alla carriera su un campione di 1.722 manager associati (dirigenti e quadri direttivi) che ha fatto emergere alcuni trend che vi sintetizziamo.
Scenario
- Carriera e sviluppo professionale non sono la stessa cosa. Qui l’opinione è netta un terzo (74,3%) dei manager intervistati dice che carriera e sviluppo professionale non sono la stessa cosa, mentre solo uno su quattro (23,7%) li accomuna. E la differenza è netta e incontrovertibile. Sviluppo professionale vuol dire avere un obiettivo definito (40%) e un piano per raggiungerlo (39%), e cercare attivamente e continuamente opportunità in linea con questi all’interno (32,3%) e all’esterno (29,6%) dell’azienda.
- Fare carriera invece vuol dire avere un incarico sfidante (58,7%), avere continue possibilità di crescita professionale (54,9%) e sostanzialmente avere la capacità di essere sempre appetibili sul mercato e quindi l’indipendenza di scegliersi l’incarico/situazione che si preferisce (51%). Solo per la metà dei manager più giovani carriera fa in parte rima con elevata retribuzione (43,5%), mentre questo è in assoluto vero solo per un manager su quattro (27%).
- Non esistono più percorsi lineari di carriera, scanditi da tappe prestabilite e cadenzate nell’arco del tempo.
- L’azienda “chioccia” che ti protegge e investe su di te in vista di una crescita interna è un modello oggi sempre più raro.
- La competizione oggi è su scala globale e il confronto con i mercati stranieri appare obbligato, in particolare con i paesi dall’economia emergente.
Obiettivi e progetto professionale
- All’inizio della loro carriera, il 61% dei manager intervistati avevano un obiettivo professionale chiaro, ovvero sapevano dove volevano arrivare, ma meno della metà aveva delineato un preciso progetto professionale (40%). Oggi le percentuali sono del 72,5% e del 57,8. Detto altrimenti, la carriera spesso si fa in maniera del tutto casuale e non può essere pianificata in modo razionale.
Per fare carriera oggi è importante
- Gestire in maniera diretta il proprio sviluppo professionale (94%) senza aspettarsi che sia l’azienda a pianificarlo per noi.
- Essere attivi ma agire fuori dalle righe.
- Rompere gli schemi classici, cercare esperienze trasversali e in aree geografiche diverse (48,9%).
- Avere alle spalle un valido percorso di formazione scolastica (58%) e investire nella formazione continua (54%).
- Maturare esperienze in aziende attente alla crescita professionale.
- Conseguire esperienze internazionali (40%).
- Crearsi un network ampio e qualificato.
- Cambiare azienda per cercare nuove sfide e possibilità di crescita.
- Gestire in maniera ragionata il proprio percorso aiuta, così come avvalersi di piani di sviluppo professionale valutazione competenze, coaching consulenza di carriera.
Relazioni e merito
- I manager intervistati dicono in modo chiaro e netto che il merito è l’arma vincente per fare carriera in azienda. Molto importante anche la gestione delle relazioni all’interno dell’azienda (56,2%) e la “gestione di se stessi” (50,1%). Subito a seguire abbiamo i risultati, cioè la capacità di far accadere le cose (34,6%) e di gestire i collaboratori.
Non è importante
- Molto basso l’impatto di referenze e segnalazioni. Utili di certo per trovare un lavoro ma non per sviluppare un percorso di carriera.





mi piace molto questa distinzione netta tra sviluppo professionale e carriera e il fatto che per lo sviluppo professionale si dica che serve un obiettivo, un piano e la capacità di cercarsi opportunità dentro o fuori l’azienda dove sei per crescere professionalmente. Bello anche che fare carriera sia non tanto fare soldi, ma raggiugere l’indipendenza professionale e cogliere sfide ecc. Sottoscrivo tutto anche se farlo non è facile, ma nulla è facile e se ci si muove nella direzione giusta si è fuori sempre e comunque.
15 marzo 2012 alle 18:11Mi paicerebbe discuterne e dare un seuto per capire insieme come farlo.
Davvero un bel Post, bella indagine e bella iniziativa quella di “Coffee Break – Il business espresso”! quindi prima di tutto complimenti a tutti voi!
In seconda battuta sono contenta di vedere scritte proprio qui, nero su bianco, tutte queste grandi verità che non per tutti sono così scontate oggi:
- Gestire in maniera diretta il proprio sviluppo professionale agendo fuori dalle righe: distinguendosi, differenziandosi, facendosi trovare e potendo scegliere.
- Investire in formazione continua: rinnovarsi sempre, evolversi, essere lungimiranti
- Crearsi un network ampio e qualificato: usare la rete, fare Personal Branding, connettersi, creare opportunità per tutti
- Avvalersi di percorsi di Consulenza di Carriera: pianificare, strutturare, essere coerenti
Molto bello il video che ci fa toccare con mano come la parola “cambiamento” sia la chiave di lettura di tutto: saperlo interpretare, accettarne i rischi, la non linearità, la non prevedibilità di un percorso iniziato oggi.
Ho infine particolarmente apprezzato il concetto per cui un grande Manager oggi è colui che fa crescere gli altri, capitalizzando così nel tempo l’investimento in risorse e talenti, “Non fare, ma far si che la squadra faccia”.
16 marzo 2012 alle 11:16Grazie
Anna
Giovani apiranti manager di successo? laurea, master, workshop, stage… perché non provare con The Apprentice? qui il form da compilare per le selezioni!
e per chi volesse scoprire di che si tratta, date una sbirciatina al promo: http://youtu.be/-rx38KrzE8Y
28 marzo 2012 alle 20:29Per dire che l’indagine e’ molto interessante, attuale ec. Soprattutto per merito dei manager che hanno risposto e che sono avanti e allineati con gli usa leggete al link. Anche se il mondo non ha mai una sola medaglia
http://blog.brazencareerist.com/2012/03/23/why-its-time-to-change-the-way-we-talk-about-job-hopping/
30 marzo 2012 alle 18:59Scusate ma io invece la trovo un’indagine fuorviante (almeno in parte).
31 agosto 2012 alle 15:54A parte il fatto che la popolazione oggetto d’indagine risulta troppo omogenea, senza distinzioni di età, sesso, provenienza lavorativa pubblica o privata, il che vuol dire parecchio (ma su questo mi fermo perchè non ho letto l’indagine per intero), ma la cosa più “ingenua” secondo me è chiedere ad un manager di successo come e perchè si fa successo! E’ chiaro che nessuno ammetterà mai di aver fatto carriera per raccomandazione, bieca referenzialità o peggio per prevaricazione. La risposta sarà sempre la stessa per tutti: “perchè sono bravo”, “perchè ci vogliono i meriti e io modestamente ce li ho”… ecc.
Non dico che non ci siano i bravi, ma non vi sembra strano che nelle percentuali di risposte, l’opzione “raccomandazione” sia uguale allo 0% ?
Saluti