Ecco la storia di un manager che è riuscito ad evitare il peggio e a favorire lo sviluppo creando nuovi posti di lavoro e attirando gli investimenti stranieri nel nostro paese.
Parliamo di Giuseppe Castaldi, ceo di Akka Italia, la filiale italiana della multinazionale francese Akka Technologies. Una carriera in perenne ascesa, da collaudatore fino a responsabile dell’ingegneria, Castaldi è chiamato nel 2006 a guidare l’azienda per sanare una situazione disastrosa (ritardo dei pagamenti, ordini a picco, clientelismo) dovuta anche ad alcuni “malfunzionamenti” del nostro paese. La situazione si complica nel giro di un paio d’anni con la crisi economica internazionale. I francesi decidono di lasciare l’Italia e chiedono a Castaldi di fare tagli al personale.
La reazione di Castaldi è ferma e controcorrente. L’obiettivo è salvare il posto di lavoro dei 37 dipendenti di Akka Italia (15 dei quali senza lavoro) e ritornare a crescere anche valorizzando e tutelando il capitale umano. In che modo? Con più formazione, la stipula di polizze per l’assistenza sanitaria e fondi di sostegno. I risultati di queste scelte? Se quattro anni fa la sede di Torino era la 49esima, per rendimento, sulle 50 della multinazionale, già nel 2008 è stata la prima. Oggi nella filiale italiana lavorano 200 persone, quasi tutti ingegneri altamente specializzati. Ma non solo: Akka Technologies ha da poco acquistato il 65% della Mercedes-Benz Technology, un presupposto per la nascita di un polo ingegneristico in Piemonte che il manager vuole fortemente e che potrebbe portare all’assunzione e alla valorizzazione di tanti talenti locali.
Come è stato possibile il “miracolo”? Grazie all’innovazione, agli investimenti sulle risorse umane – il vero fattore di successo di un’organizzazione, come spiega nel video – e alla managerialità: è questa, non ci stancheremo di ripeterlo, la via per tornare a crescere. Una strategia di successo in grado attrarre investimenti stranieri anche nel nostro paese. Perché dove esiste un management illuminato c’è reale prospettiva per tornare a crescere e dunque il motore dello sviluppo riparte.
Ci piacerebbe raccontare e dare visibilità a storie come questa. Storie che spesso sfuggono di vista. Opportunità che l’Italia coglie anche grazie a manager in grado di accettare le sfide e scendere in campo facendo scelte lungimiranti.
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bella storia davvero. Anche io ho avuto un’esperienza in un’azienda allo sbando risanata da un manager, preso per rilanciarla dalle banche che avevano molti crediti nei confronti dell’imprenditore. E devo dire che con tutto il bene che volevo e voglio all’imprenditore, meno male che è arrivato quel manager.
8 febbraio 2012 alle 15:59In un periodo dove la rinuncia e il disinteressamento sono all’ordine del giorno, sapere che c’è chi ha il coraggio di investire il proprio tempo e le proprie conoscenze su quelle che dovrebbero essere le “basi” di un’impresa, bé, fa venire davvero voglia di mettercela tutta per rendere anche la più piccola realtà, una realtà da valorizzare e far valorizzare da chi ha potere decisionale di dare o togliere posti di lavoro!
15 febbraio 2012 alle 18:45Il lavoro è un DIRITTO per condurre una vita dignitosa.
Chi ha il coraggio di prendere la strada più insinuosa per preservarlo, e soprattutto VALORIZZARLO, e non passare dalla corsia preferenziale solo perché è più “facile” e lasciare a casa persone chiamandole “risorse”, è assolutamente una persona da premiare!
Complimenti Giuseppe Castaldi.