C’è crisi e molte aziende vanno in crisi e alcune falliscono. La responsabilità, a volte, può dipendere da scelte sbagliate compiute dai manager. Secondo Sydney Finkelstein, docente al Dartmouth College e autore del saggio “Why Smart Executives Fail“, si possono individuare sette peccati capitali del manager, così gravi che possono portare all’inferno, o, più prosaicamente, un’impresa al collasso. Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira, gola e accidia? Non proprio, anche se forse il peccato che sembra più vicino a questo elenco appare quello della superbia.

1 Considerare la propria società come la migliore (ogni operato è sempre migliorabile!).

2 Identificarsi troppo con la propria società (mettere al centro non gli obiettivi aziendali ma le ambizioni personali).

3 Credere di avere la risposta pronta per ogni problema (si pecca di superficialità e non si colgono le sfumature, spesso determinanti).

4 Mettere a tacere chi la pensa diversamente (si precludono le scelte alternative).

5 Cura maniacale dell’immagine (si distoglie l’attenzione dai dettagli e dai risultati concreti).

6 Sottovalutare le difficoltà (l’incapacità di riconoscere gli errori e le situazioni critiche per paura di mostrarsi deboli può condurre al disastro).

7 Affidarsi ostinatamente a ciò che ha funzionato in passato (trascurare nuove opzioni per nuove circostanze).

Cosa ne dite? Quali tra questi errori-peccati vi sembrano più pericolosi?