Proprio questa mattina ascoltavo alla radio un programma con esperti, il garante della privacy e un sindacalista che si confrontavano sulla liceità o meno di concedere ai dipendenti l’accesso a Facebook.

Le posizioni, al di là di quello che dice la legge e la prassi, erano da un lato tese a negare l’accesso, salvo per chi lo utilizzi per il lavoro, e dall’altro a dare ampia libertà, dicendo che non è nel caso Facebook quello che distoglie i lavoratori dal loro lavoro. Anche perché bastano altri luoghi internet (siti, social network, blog, forum…) o la vecchia e classica Gazzetta dello Sport. Un sondaggio in tempo reale sugli ascoltatori dava i negativi, quelli tesi a negare Facebook, all’86%.

Ora, io penso che oggi per un’azienda essere su internet, con un sito e una pagina Facebook, sia il minimo. All’interno di questo si può scegliere di far accedere tutti i dipendenti a tutto o solo alcuni a tutto e gli altri a ben delimitate aree. Forse l’unico problema esistente, al di là di quello falso legato alla perdita di tempo (i dipendenti fannulloni e demotivati ci sono sempre stati, anche prima di internet e invece di andare sulla rete si giravano i pollici, pensavano ad altro e leggevano il giornale), può essere quello della sicurezza. Infatti sulla rete, soprattutto nei luoghi più battuti è più facile incorrere in virus ecc.

Però un’azienda comunica con tutti i dipendenti e forse è bene che tutti oggi siano 2.0, chi più e chi meno a seconda del ruolo. Ma insomma, direi che è il caso che tutti possano vedere e magari dare informazioni e suggerimenti su come l’azienda è vista e vissuta sul web.

Allora vi chiedo: voi nella vostra azienda fate liberismo sfrenato, monopolio o oligopolio di pochi? E poi, quali i vantaggi o gli svantaggi delle posizioni più aperte e di quelle più chiuse non solo a Facebook, ma al web in generale?