Il mercato del lavoro Usa  è  sicuramente il mercato più efficiente e innovativo e sperimenta molto spesso alcune tendenze che nel bene e nel male arrivano poi anche da noi.
È dei giorni scorsi la denuncia che alcune aziende nelle loro ricerche di personale escludono esplicitamente quei candidati al momento disoccupati.

Una cosa senza senso e intollerabile in assoluto e ancor più in un momento di elevata disoccupazione come questo
. Un fenomeno peraltro non del tutto sconosciuto neppure in Italia, dove da anni ci diciamo che soprattutto tra i manager alcune ricerche sono espressamente e tacitamente rivolte a chi è già occupato. Un fenomeno comunque e dovunque da combattere.

L’altra faccia della medaglia è l’innovativo servizio offerto da Jibe, che aiuta a massimizzare l’efficacia del proprio social network. In pratica, Jibe, che si definisce un “job board” di nuova generazione, crea un match tra il nostro profilo su Linkedin e Facebook e i sistemi di job application delle aziende che stanno assumendo nelle quali abbiamo contatti con persone che ci lavorano.

Insomma, le vie della tecnologia sono infinite (Jibe ne è una valida dimostrazione), ma quelle dell’uomo sono a volte intollerabili (il ricercare solo candidati occupati ne è la prova).  E noi dovremmo lavorare tutti perché le prime si amplino e le seconde spariscano.