Come ci diciamo spesso, l’Italia non è un paese per giovani. A ulteriore riprova l’esperienza di tre ragazzi con buone idee di business che dopo vani tentativi di farsi finanziare in Italia sono andati negli Usa, dove hanno trovato ascolto e soprattutto soldi per le loro buone idee.
Colpisce nell’articolo l’ambiente d’oltre oceano: niente pregiudizi, lunghe attese, formalità ecc. perché sconosciuti e non figli di o amici di. Ma concretezza, accoglienza, ascolto e, a fronte della bontà delle idee, un veloce sostegno e finanziamento.
Insomma, se poi gli Usa hanno non una marcia, ma molte marce in più di noi, una ragione c’è. E purtroppo ben più d’una!

Tra l’altro questa difficoltà a realizzare le buone idee che abbiamo e che sempre più spesso siamo obbligati ad andare a realizzare all’estero colpisce tutti, non solo i giovani.
Quanti di voi hanno avuto esperienze di questo tipo, in gioventù, ma anche e soprattutto oggi come manager e non ce l’anno fatta? Quanti si sono scontrati con superiori, direttori di banca, manager di finanziarie ecc. che non hanno capito o non hanno voluto neppure cercare di capire la bontà della vostre idee e programmi perché non rientravano negli schemi di “familismo” o di conservazione che guidano le scelte, senza che il merito entri mai in gioco?

E allora che fare? Scappiamo tutti o…