Nella spietata lotta per competere e vincere Ryanair, vettore che ha inventato il low cost aereo, è sempre capace di stupirci in bene o in male. L’ultima è quella di imporre ai suoi addetti all’imbarco di individuare per ogni aereo almeno sei passeggeri con un bagaglio superiore ai 10 kg ai quali addebitare una penale di 35 £. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Chi di noi non ricorda polizze, viaggi, ecc. dove una minima e spesso non evitabile uscita da un rigidissimo schema impone un vero e proprio salasso?
In questo caso, figlio delle politiche introdotte nell’ultimo anno per far fronte alla crisi in corso nell’economia e nel settore aereo, di nuovo c’è il povero lavoratore, l’addetto all’imbarco, che se non riesce a raggiungere l’obiettivo (6 passeggeri che abbiano bagaglio superiore a 10 kg) viene ripreso per iscritto e alla terza “marachella” sottoposto ad una sonora lavata di capo (disciplinary meeting).
Insomma, dopo il bimbo che Chaplin manda a rompere i vetri in Tempi Moderni, potremmo vedere bimbi, o meglio gli addetti all’imbarco stessi, che vanno ad appesantire i bagagli dei passeggeri in attesa di imbarco. Charlie Chaplin mandava il bambino, Michael O’Leary manda i suoi addetti all’imbarco. In definitiva, sempre di tempi moderni si tratta!
Anche se oggi le buone pratiche di management potrebbero suggerirci qualcosa di meglio.






Bello il paragone compimenti perfettamente centrato … Per il resto che dire … Certo deve esserci modo, e c’è, per fare di meglio e soprattutto per non obbligare i tuoi dipendenti a ‘imbrogliare’ i clienti che di un’azienda sono la ricchezza e non un limone
17 dicembre 2010 alle 21:45L’aspetto più fastidioso della politica di Ryanair è il disprezzo per il servizio al cliente.
19 dicembre 2010 alle 01:24L’equazione low cost=low service non è ovvia e non è onesta.
Perché non è possibile ottenere immediatamente una quotazione trasparente con tutti gli “extra” valorizzati, eliminando quelli che non servono ad esempio?
Perché obbligare il personale ad essere vessatorio e scortese?
Il prezzo basso è una politica commerciale ben precisa e per ora redditizia, i clienti non sono dei “beneficiati”
è proprio vero – solo che in charlie chaplin fa ridere, con ryanair no! Io diffido sempre dei prezzi bassi, o troppo bassi. del resto come si puo pretendere che uno mi faccia volare per 20 euro? la cosa mi ha sempre preoccupato.
20 dicembre 2010 alle 10:46Provate poi a volare in orari umani e in giorni canonici – si scopre molto facilmente che ryanair è tutt’altro che conveniente!.
l’approccio di chi viaggia per lavoro è molto diverso da chi viaggia per piacere. i clienti ryanair sono molto soddisfatti di quello che ricevono in quanto in linea con le loro aspettative (viaggiare con pochi soldi). Ryanair è anche molto brava a esternalizzare i disagi (se atterri in un aeroporto lontano, con pochi servizi e il cui parcheggio è costoso o non ha collegamenti diretti con mezzi pubblici non è colpa di ryanair…). le regole sul bagaglio ci sono sta a chi sceglie di volare così rispettarle…
diverso è l’approccio al lavoro, low quality low respect: mi ricorda molto la gestione delle cooperative degli ausiliari del traffico… obiettivo di produttività misurato con il numero di multe. il problema del traffico non si risolve. darà divertente assistere ai litigi tra l’addetto al peso del bagaglio e lo sfortunato che bloccherà la fila e pretenderà che si pesino i bagagli degli altri, con un inevitabile finale tragicomico…
20 dicembre 2010 alle 18:35perchè non vederci invece una strategia di comunicazione molto efficace finalizzata al contenimento dei costi e dei rischi operativi? immaginate di essere un cliente ryanair che ha saputo di questa ultima trovata del vostro vettore preferito. davvero la vostra propensione a trascurare la (notoriamente rigida) politica di ryanair sul limite di peso ai bagagli resterà immutata?
29 dicembre 2010 alle 14:16Io li distruggerei tutti gli aerei di questo tizio, TUTTI!!!
11 luglio 2011 alle 12:43