Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto numerose email e telefonate da manager nostri associati e non, stanchi di essere ogni giorno associati sul piano professionale a Lele Mora.
La richiesta? Ribadire sui media e presso l’opinione pubblica chi è in verità il manager: un professionista che, forte di un ben preciso percorso formativo e di carriera, guida quotidianamente uomini e aziende per creare insieme agli imprenditori crescita e ricchezza. Perché - ci hanno detto - siamo stanchi di questo, peraltro abbastanza consueto e usuale, parallelo con Lele Mora o comunque con personaggi che di competenza, cultura ed esperienza manageriale non fanno certo il loro tratto portante.
Le richieste sono state tante e continuano.






Sono anche io indignato per non dire di peggio per questi continui e incredibili parallelismi che offendono tutti i manager veri, ma anche tutti quelli che lavorano grazie alle loro doti e professionalità.
Quindi, ben vanga un vostro intervento per cominciare a fare chiarezza e magari smetterla di avere un paese in mano a nani, ballerine ecc.
Avete il mio totale appoggio
Mario
11 novembre 2010 alle 17:42Grazie mille Mario, ci siamo limitati a dare sfogo a un commento che ci è arrivato da molti nostri lettori.
11 novembre 2010 alle 17:48Oramai sembra che possano essere tutti manager. Sembra che basti avere degli intrallazzi di vario genere oppure essere alle spalle di qualche “vip” da quattro soldi. Gentaglia di basso profilo, con il suo fare tutto fuorchè professionale e manageriale, sta infangando i veri manager, quelli che lavori per meriti acquisiti sul campo, quelli a cui è affidata l’impegnativa gestione di persone aziende, quelli che ogni giorno si impegnano dietro le quinte e non sotto i distorti riflettri mediatici dello “show biz” per il bene del paese. Gran merito va anche a chi dedica a questi “figuri” copertine di giornali, titoli a nove colonne, approfondimenti e speciali. A chi valorizza il loro “non valore” utilizzando la parola “manager” a sproposito e alimentando un pensiero nazionale che attraversa le case della gente comune e sporca l’immagine di chi invece non ha nulla a che vedere con Lele Mora o Flavio Briatore o chi per loro.
11 novembre 2010 alle 18:11E’ un insulto per i manager e un danno grave all’intera categoria. Qualcosa cui dobbiamo ribellarci, difendendo la realtà e controvertendo la tendenza prima che sia troppo tardi.
Banalmente, in questi casi di solito non si parla di “agenti”? Mi sa che è un problema di terminologia diffusa.
11 novembre 2010 alle 18:18La formazione ed il percorso professionale che costituisce la base della nostra professionalita’ e l’orientatamento al risultato che cerchiamo di conseguire, ci contraddistingue da chi la nomea di Manager se l’e’ fatta con presupposti scandalistici.
11 novembre 2010 alle 20:05direi che una giusta precisazione e battaglia che dobbiamo fare non tnto e non solo per i manager, ma anche e soprattutto per il paese che ha bisogno di tornare a distinguere e considerare le cose per quello che sono realmente e non per raffigurazioni stereotipate o ancor peggio per degenerazioni che purtroppo prendono sempre più piede nella quotidiana realtà.
Quindi attenzione a quello che le persone sono e sanno fare, è il merito bellezza!, e molta meno apparenza e soprattutto scappatoie per fare furbescamente o truffaldinamente quello che va fatto e conquistato con professionalità e sudore.
Solo così saremo una paese migliore e solo così ci sarà spazio per chi vale realmente giovani donne ecc.
bravi forza e avanti tutta
12 novembre 2010 alle 08:22Basta con questa leggerezza! Fate bene a mettere i puntini sulle i. Non critico Lele Mora, sarà anche bravo nel suo lavoro, ma non è mai stato un manager.
12 novembre 2010 alle 12:36Il comunicato (scaricabile su http://bit.ly/9gs3Zx) che abbiamo lanciato ieri sta intanto ricevendo attenzione da parte della stampa (Italiaoggi http://bit.ly/arBEeQ e il Fatto http://bit.ly/apcnBp)
12 novembre 2010 alle 12:40E’ assurdo definire manager uno come Lele Mora. I dirigenti d’azienda non hanno niente a che fare col mondo delle starlette, del Grande Fratello, di Ruby e di tutto quel carrozzone da Circo Barnum. Sono assolutamente d’accordo con la vostra presa di posizione.
12 novembre 2010 alle 12:42Mi sembra che sia parte del costume, tutto Italiano, di affibbiare a destra e a manca titoloni a tutti.
In un Paese dove tutti sono Presidente, Professore, Avvocato (magari senza esserlo) perchè prendersela? E’ parte del malcostume nazionale.
Mora si faccia chiamare come vuole. Del resto tutti i giorni dal parcheggiatore al Direttore d’Albergo mi chiamano “capo, Direttore, Dottore”. Francamente non mi piace e la trovo una inutile piaggeria.
Trovo invece molto belli ed eleganti i Paesi dove mi si rivolgono con un semplice Mister o Monsieur e quando a mia figlia, di sette anni, chiedono qual’è il mio lavoro lei dice che il suo papà vende creme (mica che sono Dottore, Dirigente, Manager di Multinazionale).
12 novembre 2010 alle 18:33la cosa più amara è che il termine manager viene sempre più frequentemente utilizzato dai giornalisti con accezione negativa. il motivo mi sfugge… dobbiamo tornare indietro a farci chiamare dirigenti per andare avanti? mi pare anacronistico e pure sbagliato, anche se nel significato di dirigente ci sta l’essenza di “dare la direzione”…
15 novembre 2010 alle 18:43