La proposta di accordo per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco è stata respinta da Fiom-Cgil e le polemiche del dopo referendum per il futuro dell’impianto napoletano sono ancora vive. Marchionne punta al modello americano, lodando il comportamento tenuto dal Uaw in questo anno e mezzo di confronto per il rilancio della Chrystler. Le voci della Fiom non si sono fatte attendere e accusano il numero uno della Fiat di non capire che le leggi statunitensi e polacche sono ben diverse da quelle italiane.

Ci piacerebbe avere la vostra opinione su questo tema di attualità, così cruciale per il mondo del lavoro.

In particolare, che idea vi siete fatti sull’accordo di Pomigliano? È un accordo che lede i diritti dei lavoratori, e come dice qualcuno la costituzione e lo statuto dei lavoratori, oppure prende solo atto delle necessità che l’economia e la competizione globale ci impongono?

E poi, è necessario un forte cambiamento delle relazioni industriali perché aziende e lavoratori, e di conseguenza i loro rappresentanti, passino da una logica conflittuale a una più collaborativa per affrontare uniti la competizione globale e la necessaria tensione verso l’aumento della produttività e della crescita?