La proposta di accordo per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco è stata respinta da Fiom-Cgil e le polemiche del dopo referendum per il futuro dell’impianto napoletano sono ancora vive. Marchionne punta al modello americano, lodando il comportamento tenuto dal Uaw in questo anno e mezzo di confronto per il rilancio della Chrystler. Le voci della Fiom non si sono fatte attendere e accusano il numero uno della Fiat di non capire che le leggi statunitensi e polacche sono ben diverse da quelle italiane.
Ci piacerebbe avere la vostra opinione su questo tema di attualità, così cruciale per il mondo del lavoro.
In particolare, che idea vi siete fatti sull’accordo di Pomigliano? È un accordo che lede i diritti dei lavoratori, e come dice qualcuno la costituzione e lo statuto dei lavoratori, oppure prende solo atto delle necessità che l’economia e la competizione globale ci impongono?
E poi, è necessario un forte cambiamento delle relazioni industriali perché aziende e lavoratori, e di conseguenza i loro rappresentanti, passino da una logica conflittuale a una più collaborativa per affrontare uniti la competizione globale e la necessaria tensione verso l’aumento della produttività e della crescita?


a parte il fatto che non si è capito più di tanto leggendo solo i giornali, sembrava la disfida degli orazi contro i curiazi o dei guelfi contro i ghibellini, direi che salvo controprove abbiamo un sindacato che deve cambiare eccome.
Non è mai proattivo, ha lasciato andare a carte 48 troppi settori e aziende non chiedendo non garanzie di posti ma di competittività ecc. per anni e accontgentandosi di salvaguardare i posti, ma non il lavoro come si è visto.
e poi ancora oggi gioca solo di rimessa. Ma se vogliamo ridare slancio all’auto in Italia non è meglio che la panda a bassissimi margini e valore aggiunto la si produca altrove e in Italia si portino le produzioni a più alto valore aggiuto.
5 luglio 2010 alle 21:11A volte i nostri lavoratori, noi tutti, ci meriterremmo dei rappresentanti migliori tra i sindacati, ma non solo.
concordo nella difficoltà di raccogliere informazioni precise sull’accordo più che opinioni del tipo “tu da che parte stai”. in ogni caso credo sia un nodo gordiano il rapporto con il sindacato e la tutela del lavoro in Italia. tutti hanno esagerato in passato o assunto posizioni anacronistiche e autistiche. Marchionne ha fatto quello che fece Alessandro Magno: poichè il nodo non si poteva sciogliere, lo tagliò di netto con la sua spada. lasciando alle polemiche e alle considerazioni gli altri.
6 luglio 2010 alle 12:25Quello che NON si e’ voluto capire a Pomigliano , e che quanto stava facendo la FIOM con grande coraggio , non era difendere fannulloni o cercare di cacciare Marchionne , ma era un sacrosanto diritto di difesa dei diritti individuali e collettivi che NON devono essere toccati.
6 luglio 2010 alle 16:38Questo e’ essere veteri sindacalisti ?? Sbagliate di grosso , questo vuol dire mantenere aperta la possibilita’ che anche nei paesi “sottosviluppati” , sicuramente dal punto di vista delle relazioni sindacali, si possa aprire una stagione nuova , come sta accadendo in Cina con la FOX . Parlate di collaborazione contro la globalizzazzione , e poi ci chiedete di cancellare diritti che si sono sviluppati in anni. Nella vostra logica della Globalizzazzione , non ci sara’ mai un freno all’abbassamento delle condizioni dei lavoratori perche’ e’ su quello che ancora oggi voi pensate di fare il profitto , altro che battaglia sui mercati , vi e’ piu’ comodo gurdare in casa vostra e colpire le fasce piu’ deboli !! Ma di che collaborazione parlate ?? bisogna essere in due per collaborare e non uno che decide e l’altro che subisce. L’alternativa e’ che se continua cosi’ invece di collaborare , dovrete diferdervi !! I lavoratori sono sempre pronti a confrontarsi e trovare accordi , ma la dignita’ va rispettata !!
Ho scaricato e letto il testo dell’accordo, che non è semplicissimo da comprendere, in particolare per le modalità di applicazione relative a svolgimento e recuperi sui turni festivi. L’aspetto più evidente è che si parla di una turnazione abbastanza pesante, in linea peraltro con gli standard dei paesi a forte vocazione produttiva. Ma di questo si è parlato ben poco
La mia impressione è che da tutte e tre le parti (FIAT, CGIL, CISL-UIL) si sia voluta enfatizzare la portata simbolica di un accordo scritto in realtà per gestire alcuni aspetti contingenti, legati alle specifiche esigenze del modello produttivo prescelto e ad alcuni storici problemi (assenteismo, distacchi elettorali etc) dello stabilimento.
Gli accordi più efficaci sono quelli sottoscritti lontano dai riflettori, ma dalla gestione della comunicazione nasce il sospetto che:
- la FIAT abbia voluto onorare un impegno preso in sede ministeriale con la remota speranza di poter evitare lo spostamento della produzione da Tichy, abbastanza discutibile dal punto di vista industriale (vale la pena leggere anche i commenti degli operai polacchi)
- CISL e UIL abbiano voluto fornire un supporto rilevante alle politiche dell’attuale ministro ed accentuare il loro posizionamento nella competizione tra sindacati
- CGIL (peraltro divise tra anime sempre più conflittuali tra loro) abbia cercato una prova di forza per evitare la marginalizzazione, proprio sul terreno in cui è storicamente più forte.
Quanto agli operai di Pomigliano credo che l’idea di essere una pedina da muovere in un gioco più grande non abbia fatto piacere, né a chi ha votato a favore, né a chi ha votato contro.
Previsione: alla fine FIAT porterà a Pomigliano altre produzioni, giustificando la revisione parziale degli accordi. Ciascuno dirà di avere vinto la partita.
7 luglio 2010 alle 23:53Anche io mi sono letto l’accordo e confesso di averci capito poco di quello che veniva sbandierato in televisione; c’erano invece punti molto peculiari riferiti alla turnazione ed ai recuperi dei tempi non lavorati con specifica menzione dei permessi elettorali ed altre “anomalie”.
9 luglio 2010 alle 17:40Sicuramente la FIAT stà cercando in modo muscoloso di raggiungere i suoi obiettivi di produttività che lo stabilimento di Pomigliano non gli ha mai permesso storicamente.
Altrettanto sicuramente il sindacato in generale ed in paticolare la CGIL non fanno nulla per affrontare il probelma della “normalizzazione” della situazione assenteistica di Pomigliano ma giocano a fare i leader politici sui massimi sistemi, così non si sporcano le mani con il problema concreto; non vanno a dire che a volte bisogna anche lavorare.
Penso che abbia ragione Mario su come andrà a finire, però mi sento di lanciare anche un paio di provocazioni.
Sicuramente non è accettabile distruggere la base di “valori” che vengono tutelati dall’attuale legislazione del lavoro e la globalizzazione dovrebbe essere anche quella della globalizzazione die diritti; sono favorevole ad introdurre una tassa che sia proporzionale al gap di costo fra diritti dei lavoratori (cinesi per esempio) e quelli Italiani.
Se la competizione è fra contratto di lavoro Italiano e contratto di schiavitù Cinese i nostri imprenditori non potranno mai competere e quindi delocalizzano e finiamo di parlare di posti di lavoro e diritti dei lavoratori.
Per contro credo che in generale debbano essere puniti tutti i comportamenti individuali che portano ad un sistematico abuso dei diritti ottenuti altrimenti si rischiano dinamiche in cui si butta via il bambino con l’acqua sporca ovvero si tolgono i diritti a tutti perchè alcuni ne abusano.
E quì il sindacato si deve sentire colpevole di aver difeso i fannulloni da sempre e non aver mai proposto metodi alternativi di soluzione di questi casi “particolari”.
In particolare credo che la difesa dell’articolo 18 sia stata controproducente perchè in virtù della difesa di quel “totem” adesso ci ritroviamo con una situazione dove non ci sono più lavoratori “regolari” ma abbiamo proliferato con gli atipici (legge Biagi docet); a mio avviso molto meglio solo lavoratori dipendenti “licenziabili” o utilizzabili a tempo determinato che questa giungla.
Giungla che non viene neanche più protetta dai sindacati; quanti lavoratori a partita IVA hanno difeso nell’utimo anno ?
Se non si lavora per ristabilire un po di ordine sui principi difesi da tutte e due le parti ed il loro rispetto da parte di tutti prospereranno solo eccezioni ed anarchia e piano piano ci scapperanno anche i diritti acquisiti; anzi tra un po ci diranno che avere un contratto di lavoro è un previlegio di pochi da eliminare …. a cominciare da quello per i dirigenti.
Condivido nella sostanza i commenti 3, 4 e 5. Vorrei aggiungere un’ipotesi. FIAT chiude Termini Imerese (posto sbagliato) e porta la produzione della nuova Y a Tichy, ottimo stabilimento. Quella attuale, fatta a Termini, non mi sembra degna del marchio Lancia. A quel punto Pomigliano serve per la Panda, oggi costruita a Tichy. Sembra la soluzione più rapida ed efficiente (ma è una mia pura supposizione: non sono un esperto del manifatturiero e dell’automotive). Marchionne, se le cose stanno così, avrebbe un po bluffato, contando sulla dabbenaggine pregiudiziale del pessimo ministro Sacconi e sul suo supporto alla strategia della frattura sindacale. CISL e UIL si sono accodate pro domo loro, non dei loro iscritti. FIOM si è comportata da sindacato, non dei più intransigenti. Certo, forse sarebbe stato possibile raddoppiare Tichy e fare tutto la, con quale ricaduta politica in Italia se FIAT avesse chiuso, dopo Termini, anche Pomigliano?
16 luglio 2010 alle 07:47Aggiungo una domanda: in Europa siamo pieni di auto e ne produciamo troppe. Non è che i nuovi mercati sono Nord Africa e vicino Oriente? E in questo caso non è logisticamente meglio Pomigliano di Tichy?
http://www.corriere.it/politica/10_luglio_22/bersani-fiat-indotto_f8da6952-95ae-11df-91c3-00144f02aabe.shtml
La storia non è ancora finita…
22 luglio 2010 alle 23:41A mio parere la vicenda di Pomigliano è veramente una dura lezione, non nel senso di evoluzione delle relazioni industriali, bensì per la politica industriale Italiana ed il paese tutto !
4 agosto 2010 alle 23:06A guardare bene, se si conosce e si considera la storia delle relazioni fra FIAT ed i vari governi Italiani, la “lezione” di Pomigliano non è altro che la conferma dell’ arroganza che da sempre ha contraddistinto il rapporto fra la proprietà dell’ azienda FIAT e i vari governi che si sono succeduti.
In tanti decenni gli ITALIANI hanno dato fin troppo a FIAT: hanno REGALATO l’ ALFA ROMEO e la LANCIA, hanno dato contributi notevolissimi per aprire gli stabilimenti nel meridione che oggi vuole chiudere, prepensionamenti e cassa integrazione in quantitativi difficilmente sostenibili per il paese, tutto sotto il ricatto di non poter mantenere un livello occupazionale accettabile.
Si è creato così un gruppo “too big to fail”, con un’ enorme potere contrattuale nei confronti dei sindacati e dei governi.
ll risultato è sempre stato lo stesso, incamerati i contributi, dopo un pò di tempo si era di nuovo i crisi e c’ era bisogno di ulteriori accordi e di ulteriori interventi di supporto.
Questo perchè l’ azienda si è quasi sempre distinta sul mercato mondiale per la mediocre per non dire infima qualità dei prodotti, tanto che in alcuni paese il nome FIAT veniva molto spesso storpiato con “traduzioni” del tutto ironiche e denigratorie che hanno finito per compromettere anche l’ immagine del nostro paese anche nelle altre produzioni diverse dall’ auto.
Che vadano pure a produrre in Polonia in Serbia, in Brasile od in Cina, sono certamente mercati più adatti alla qualità dei loro prodotti !!
La lezione quindi, se vogliamo, l’ abbiamo ormai avuta da tanti anni; se non vogliamo perseverare ancora negli errori del passato, in mancanza di investimenti adeguati negli stabilimenti Italiani, a mio parere dovremmo chiedere a FIAT di togliere dal marchio la “I” di Italia e la “T” di Torino e di restituire i marchi ALFA ROMEO e LANCIA, marchi sui quali potremmo investire pesantemente e seriamente, insieme ad imprenditori seri, per ricostituire il settore auto italiano, affrancandoci così da una azienda ormai orientata prevalentemente alla speculazione finanziaria.
Per quanto riguarda la vicenda FIAT- CRYSLER in USA, penso che sarà interessante riparlarne fra qualche tempo …..per ora tutto è molto facile…..