L’Unione europea, attraverso le sue politiche settennali, ha tra i suoi obiettivi quello di ridurre il divario tra i diversi livelli di sviluppo tra le regioni più avanzate e quelle meno favorite.

Rispetto al passato, i fondi europei per l’Italia si sono ridotti, eppure per il periodo 2007-2013 sono state assegnate risorse pari a oltre 59 miliardi di euro, di cui quasi 44 per le regioni del Sud, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Di questi contributi ne sono stati utilizzati una percentuale molto bassa, pari al 12,3% delle risorse. Entro la fine di quest’anno, per evitare di restituire all’Europa cifre ragguardevoli (circa 4 miliardi di euro), le amministrazioni centrali e le regioni dovranno impegnarsi a sfruttare il capitale per le nostre imprese e per il paese, con il rischio che la criminalità nelle regioni meridionali possa infiltrarsi all’interno delle strutture che gestiscono i fondi.


Carlo del Piano, tenente colonnello della Guardia di Finanza, ha scritto per noi un utile approfondimento su questa tema così attuale: verrà pubblicato sul prossimo numero di Dirigente, ma nel frattempo leggete qui un’anteprima dell’articolo e diteci cosa ne pensate.