Un buon leader deve avere chiari i traguardi che vuole raggiungere e adottare una serie di strategie vincenti. È questo il messaggio chiave di Se vuoi puoi (Metamorfosi Editore), l’ultimo libro di Roberto Cerè, allenatore mentale che ha lavorato come consulente per importanti realtà imprenditoriali italiane. Per il nostro blog ecco alcuni consigli utili per i manager, che in un contesto economico difficile come quello attuale dovrebbero rivedere le priorità personali e professionali, aumentando la fiducia in se stessi.

Allenare la mente e pianificare la propria vita con strategie concrete sono i temi principali del suo libro. A chi sono diretti i suoi insegnamenti?
Le mie strategie di allenamento mentale si rivolgono a quelle persone che sono realmente intenzionate a cambiare o migliorare le proprie strategie di vita. Perché il successo è una questione di allenamento. Vincere è un’abitudine: non vinci una volta ogni tanto. Purtroppo lo è anche perdere. E pochissime persone sono consapevoli che i risultati ottenuti ogni giorno, positivi e negativi, derivano da come pensano, parlano e agiscono. Tre cose: pensieri, parole e azioni, che sono il cuore del mio protocollo di allenamento mentale. Già applicato con successo in Scuderia Ferrari, Gucci, Banca Intesa, Pirelli e in molte altre organizzazioni di prestigio mondiale.

La sua riflessione parte da una domanda cruciale: cosa fanno di diverso le persone di successo rispetto alle altre? Qual è la risposta, in sintesi?
Le persone di successo si distinguono dalle altre per una serie di caratteristiche: chiarezza di obiettivi, consapevolezza delle proprie capacità, espresse e inespresse, capacità decisionale e attuariale. Sono inoltre persone disposte a fare ciò che altri non fanno. Ovvero, sanno che se vogliono raggiungere un obiettivo per loro importante devono impegnarsi. E l’impegno richiede fatica, incertezza, stress. Tutte cose che le persone che falliscono non amano fare.

Quali sono gli ostacoli principali per raggiungere i propri obiettivi in ambito professionale e nella vita privata?
Ci sono degli schemi ripetitivi nei comportamenti umani. Ci sono certe cose che se le fate vi portano a vivere una vita di qualità, altre che vi fanno sentire depressi. Dovete imparare a riconoscere questi schemi. Le persone hanno grandi obiettivi, anzi, grandi desideri, ma non hanno piani. La speranza non ci fa ottenere quello che vorremmo! Se bastasse sperare saremmo tutti ricchi, magri, avremmo tutti relazioni sentimentali fantastiche e i nostri figli sarebbero perfetti. Ma solo pochi riescono. E sono quei pochi che si concentrano su ciò che desiderano e agiscono di conseguenza. Per cui i principali ostacoli per raggiungere i propri obiettivi sono la mancanza di visione del proprio futuro, la mancanza di consapevolezza delle proprie potenzialità e la mancanza di decisioni e azioni opportune.

In che misura l’ambiente che ci circonda è determinante nel darci gli stimoli giusti?
Le tue conoscenze (chi frequenti) influenzano le tue competenze (quello che sai fare). Siamo il prodotto del nostro ambiente. Le persone che frequentiamo ci influenzano più di quanto pensiamo. Se volete avere successo occorre circondarsi di persone eccellenti.
Se le persone che si frequentano hanno aspettative modeste nei nostri confronti, ci adegueremo, performando prestazioni modeste, tanto per non deluderli. Questo è il vero dramma per chi cresce in una famiglia povera o in un ghetto, dove molto spesso non ci sono esempi cui ispirarsi, modelli da imitare. Occorre circondarsi di persone che portino energia positiva e tolgano energia negativa e non l’opposto. Molti si portano dietro una carovana di personaggi negativi che succhiano loro tutta l’energia. Bisogna invece cercare degli esempi positivi, dei modelli di vita che offrano stimoli e motivazione e frequentare chi ha già lo stile di vita che si vorrebbe avere, nel lavoro, in famiglia o con il proprio benessere.

Le abitudini ci rassicurano, ma allo stesso tempo non ci spronano a cambiare la nostra vita. Cosa fare allora per liberarsene?
Ciò che facciamo quotidianamente è guidato dalle nostre abitudini più che dai nostri pensieri. Agiamo per abitudine, senza pensarci. Questo è un sistema di efficienza. Ci aiuta ad agire più velocemente e più economicamente. Avere delle abitudini non vuol dire perdere di spontaneità. Le abitudini sono necessarie per vivere con maggiore serenità, sicurezza e continuità, riducendo il numero di decisioni che dobbiamo prendere. Più abitudini abbiamo e meno dobbiamo pensare al da farsi. Vanno in automatico. L’importante è avere buone abitudini, abitudini che ci aiutino ad arrivare dove vogliamo. Una domanda intelligente da farsi è quella di chiederci se le nostre abitudini ci stanno aiutando a raggiungere più velocemente ciò che vogliamo, oppure se ci stanno ostacolando.
Se si vuole ottenere ciò che non si è mai ottenuto, o raggiungere ciò che non si è ancora raggiunto, occorre fare qualcosa che non si è mai fatto prima, cambiare le nostre abitudini.
Il problema è che molta gente continua a fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi. Se ogni giorno si fanno le stesse cose, ci si deve aspettare gli stessi risultati. Se si vogliono ottenere risultati diversi allora occorre decidere quali abitudini è necessario eliminare e quali sono da creare. Fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi è la definizione di pazzia.
È possibile rispondere a queste tre domande e scoprire quali sono tre buone abitudini che andrebbero inserite nella nostra giornata: “qual è quella cosa che, fatta regolarmente, consentirebbe alla mia carriera un grande salto di qualità?”; “qual è quella cosa che, se fatta regolarmente, permetterebbe alla mia crescita personale un grande salto di qualità?”; “qual è quella cosa che, fatta regolarmente, offrirebbe alla mia vita famigliare un grande salto di qualità?”.
Una volta che si è risposto a queste domande occorre assicurarsi di trovare del tempo per queste tre nuove abitudini.
Gli esperti dicono che ci vogliono 28 giorni per abituarci a un nuovo comportamento. Quando avremo messo in pratica il nuovo comportamento per 28 giorni consecutivi senza interruzioni sarà un’abitudine.