Per non farci mancare nulla, dopo i sequestri abbiamo anche lo stalking nei confronti dei manager.
È di ieri la notizia apparsa su Il Corriere della Sera che un giudice ha condannato un lavoratore che perseguitava il manager secondo lui colpevole di averlo messo in cassa integrazione.
Perseguitava lui e la sua famiglia sino ad arrivare, in seguito alla denuncia per l’esasperazione dei perseguitati, ad essere condannato a non avvicinarsi più all’ufficio del manager, a stare lontano da casa sua, ad andar via dai luoghi frequentati nel tempo libero dai suoi famigliari.
Certo, stiamo parlando di casi isolati e per fortuna rimasti tali sia per i sequestri che per lo stalking.
Ma è mai possibile che i manager debbano essere individuati come colpevoli e capri espiatori di tutto quello che una profonda crisi economica e finanziaria comporta?


beh, almeno questa volta il giudice ha tutelato il manager. in questo senso la notizia è positiva.
5 maggio 2010 alle 16:33io non sono un manager, ma in effetti questa caccia al manager mi pare fuori luogo.
5 maggio 2010 alle 20:30Hanno anche loro, come tutte le categrie, le loro colpe e magagne. Ma che la colpa sia sempre e solo lro mi fa dubitare e pensare che il tutto sia artefatto ad arte per coprire colpe ben più gravi di altri. Oggi i politici gridano conto la finanza creativa, ingannevole e ladrona, ma poi, salvo pochi forse il solo Obama, nessuno fa nulla. Anzi, si permette che la finanza speculi impunemente contro la Grecia e via via gli altri Pigs (Portogallo, Irlanda, ma potrebbe essere Italia, Grecia e Spagna) senza fare nulla e lasciando fare i loro porci comodi e danni immani a persone, aziende, economie e società. Qui altro che stalking che ci vorrebbe!