
Pare che il Governo e nello specifico il Ministro Maroni vogliano tarpare le ali al web (anche se sembra che tutto rientri in un disegno di legge e non più in un decreto legge, vedi Ansa). Fuori da ogni schieramento e schierarsi politico, io penso che sia un modo sbagliato per contrastare un fenomeno, l’incitamento alla violenza, che è deprecabile, condannabile e da perseguire.
Ma qui sta il punto, come ha ben detto ieri Severgnini su Corsera, non possiamo combattere e oscurare i mezzi, visto che la rete è un mezzo, ma invece combattere, perseguire e assicurare alla giustizia i soggetti che fanno un uso improprio del mezzo. Perché limitare il mezzo vorrebbe dire limitare tutti e questo sarebbe un danno per la libera circolazione delle idee e per lo sviluppo della rete ecc.
Che dite?





Assolutamente no. E infatti dopo i primi annunci del Ministro degli Interni e di altre personalità della maggioranza, c’è stato un immediato dietrofront. Come si può pensare di oscurare la rete? E’ come pensare di tappare la bocca alla gente, esattamente la stessa cosa.
17 dicembre 2009 alle 17:54Con un’aggravante…
Internet è simbolicamente considerata la massima espressione di libertà di comunicazione e oscurare siti portali, blogs etc.. significa inviare un messaggio ben preciso: siamo contro la libertà. Ci stupiamo e scandalizziamo per le misure restrittive in Cina, Iran e gli altri Paesi non democratici e dovremmo tanto più indignarci se simili misure vengono proposte o anche solo paventate nel nostro Paese, che si dichiara modello di democrazia.
Ecco però che qualcuno deve essersi reso conto della enormità di questo annuncio e si comincia a parlare di ipotesi di reati, di magistratura, di misure per i magistrati che indagano su reati consumati sul web e, soprattutto di disegno di legge, anzichè decreto.
La palla passi pure al Parlamento, il quale non potrà fare altro che offrire nuovi e veloci strumenti per contrastare fenomeni gravi di reati che avvengono attraverso internet – e non solo la diffamazione – e contribuire all’efficacia dell’attività giudiziaria.
Che nessuno tocchi la rete, lasciateci la libertà
La libertà di comunicazione in tempo reale permessa da Internet è veramente la più grande opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico del terzo millennio.
Impedire o limitare in qualsiasi modo lo scambio di comunicazioni sul web significherebbe creare un differenziale di svilppo fortemente negativo fra il nostro paese, i paesi più sviluppati ed anche con quelli in via di svilupo; differenziale farebbe precipitare rapidamente la nostra cultura e la nostra economia ai più bassi livelli.
Mi pare che le leggi attuali permettono già di determinare, individuare e perseguire eventuali reati commessi sul web.
La rete deve restare assolutamente libera.
17 dicembre 2009 alle 23:57no non sono d’accordo. Pericolose censure sono già state effettuate su molti organi di comunicazione, televisioni e stampa. Lasciate libertà di esprimersi almeno in internet.
18 dicembre 2009 alle 20:37Bisogna fare attenzione. stiamo attraversando un brutto periodo
Vi sono gravi sintomi di una involuzione della democrazia e della limitazione della libertà.
La mia famiglia ha già dovuto soffrire per una dittatura, e il solo pensiero che miei figli o i mei
nipoti possano subirne un’altra mi terrorizza. La libertà è un valore fondamentale per ogni
individuo, va difesa contro ogni attacco, anche minimo, che possa metterla indiscussione.
proposta sconsiderata: la rete è libertà di informazione e una qualsiasi forma di censura sarebbe dannosa e snaturerebbe il mezzo. altro discorso è scoraggiare, attraverso opportuni controlli e interventi, un utilizzo di internet per diffamare e incitare alla violenza. anche se non condivido molte azioni di questo governo, trovo che la sinistra italiana abbia dato negli ultimi anni e mesi il peggio di sé, spesso grazie a blogger e giornalisti che sul web si sanno muovere bene e che hanno preparato un terreno dell’odio purtroppo fertile. una legittima opposizione si è trasformata allora in qualcosa di cui vergognarsi, perché genera episodi come quello che ha visto protagonista lo squilibrato massimo tartaglia e che, sui social network, sono stati sminuiti e addirittura guardati con preoccupante simpatia.
20 dicembre 2009 alle 11:58I medesimi reati perseguiti attraverso altri mezzi di comunicazione dovrebbero essere ugualmente trattati sul web, che non è una terra di nessuno, né un “non luogo” in cui ogni comportamento è ammesso.
12 gennaio 2010 alle 01:52Chi scrive su di un blog o pubblica un commento sta gridandolo in faccia a molte persone, la maggior parte delle quali sconosciute, deve assumersene la responsabilità, non può pretendere di nascondersi nella Rete