L’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi ha parlato nei giorni scorsi di etica e business all’Università Bocconi, nel corso di un dibattito pubblico dedicato all’enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate“.
Hanno partecipato Piergaetano Marchetti (presidente di Rcs MediaGroup), Giuseppe Guzzetti (presidente Fondazione Cariplo), Franco Debenedetti (ex senatore Ds), Mario Monti e Guido Tabellini, rispettivamente presidente e rettore dell’ateneo. Un’occasione per parlare di un tema caro a Tettamanzi, l’etica, al centro di un libro di cui è autore: “Etica e capitale – Un’altra economia è possibile?” (Rizzoli).
Ero seduto tra la folla di studenti e giornalisti. Quello che mi ha colpito del suo intervento sono stati i concetti positivi di solidarietà, fiducia, di rete silente fatta di chi continua ad agire secondo i principi etici e <<così facendo ha permesso all’economia di non crollare definitivamente>>. Quelle storie di speranza, insomma, spesso ignorate dai giornali degli ultimi mesi.
Su economia, management e etica, che sarà il tema di un convegno organizzato da Manageritalia sabato 14 novembre a Milano, abbiamo anche lanciato un questionario sui 35mila manager associati.
In attesa di condividere i risultati, voi cosa ne pensate? Possono essere cose compatibili tra loro? E come?

in linea teorica sì, ma nella pratica a volte ci si scontra con logiche e con imprenditori che non danno ai manager molte possibilità di scelta. il tema è molto interessante e utile comunque. ci tengo a precisare che non c’è solo la morale cattolica. esiste un’etica “laica” che prescinde dalla religione.
11 novembre 2009 alle 11:14Ecco quello che esce dall’indagine: PER I MANAGER L’ETICA NON È UN OPTIONAL
Ebbene sì per nessuno degli oltre 1.100 manager intervistati – tra il 9 e l’11 novembre 2009 da Manageritalia con la collaborazione di AstraRicerche – l’etica è un inutile freno alla competizione che c’è sul mercato e nella vita. Insomma, sfatiamo lo stereotipo del manager cinico e baro. Tutt’altro, l’etica è un elemento essenziale della loro vita (51%), un vincolo positivo, una guida (46%), è avere la piena consapevolezza e assumersi le responsabilità verso gli altri insite nel ruolo e nella professione (43%). In ogni caso, i manager intervistati non si sono dipinti come anime candide ed etiche ad oltranza.
Quasi tutti (95%) gli intervistati affermano di riuscire a seguire molto (38%) o abbastanza (57%) la propria etica personale sul lavoro. Ma, a fronte di un’ampia maggioranza (65% circa) che si dichiara salda nei suoi principi e comportamenti etici sempre e comunque, non mancano quelli che in determinate situazioni ammettono di esserlo meno. Un terzo (32%) dichiara, senza infingimenti, che la crisi con le sue estreme difficoltà ha indebolito la capacità di mantenere sempre e comunque salda la loro etica, come peraltro è successo nelle stesse proporzioni agli altri attori economici. Poi, di fronte ai dilemmi etici proposti nell’indagine (Parmalat, Ambrosoli, tangenti ecc.), alcuni (20-30%) – pur preferendo perdere il posto piuttosto che assecondare o tenere comportamenti “moralmente e legalmente scorretti” – ammettono che non se la sentirebbero di denunciare i fatti. Al contempo, una cospicua minoranza (35%) dichiara che, seppure a fin di bene, “il fine giustifica i mezzi” e quindi sarebbe disposta a pagare una tangente per salvare l’azienda e il posto dei collaboratori. Insomma, i manager chiedono “una mano”, un ambiente economico e sociale più capace di aiutarli a “mantenere la retta via”, ad assumersi sempre e comunque le responsabilità professionali tenendo fede all’etica. Questo, sia chiaro, vale per loro e per tutti gli altri, per tutta la società civile.
Questo parte di quanto detto da Ettore Gotti Tedeschi (presidente Istituto per le Opere di Religione): <>.
Questa una sintesi dei risultati dell’indagine (che in seguito pubblicheremo per intero) e qui trovate un servizio filmato su quanto emerso nel corso del Convegno.
http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/Imprese-ricerca-Manageritalia-per-i-dirigenti-letica-non-e-un-optional_3997061858.html
Cosa ne pensate? E come possiamo approfondire il tema e parlarne?
16 novembre 2009 alle 18:21