Interessante il dibattito di questi giorni tra sostenitori del posto fisso e della flessibilità. Interessante perché, a mio avviso, potrebbe essere una buona occasione per spiegare agli italiani la professione del manager e il nostro essere, in questi giorni ancor più peculiare e di valore, sempre tra crisi e sviluppo.

Siamo al fianco dei collaboratori  – come ha detto ieri il premier – dipendenti, così come siamo al fianco di chi intraprende, rischia e produce ricchezza per sè e per i collaboratori. E si riferiva evidentemente a impiegati e imprenditori. Nel suo trade-off si fa fatica a collocare il manager, non è vero? È dipendente ma intraprende, produce ricchezza per gli altri (collaboratori e imprenditore, direi) ma e’ flessibile per natura e soggetto al rischio.

Qui le dichiarazioni.

È forse il momento di valorizzare la nostra professione, spesso taciuta per il troppo fare quotidiano e magari proporre al sistema italiano proprio la nostra essenza, come via di uscita dalla crisi e inizio dello sviluppo.