Manageritalia fa sentire la voce dei dirigenti e rafforza il suo ruolo di componente sociale per le sorti del paese. Lo fa con una lettera al ministro del Welfare Sacconi e una campagna di comunicazione  sui principali quotidiani economici oggi e nei prossimi giorni.

La proposta vuole ricostruire un clima di fiducia nel mondo del lavoro, migliorando i rapporti tra le imprese e i propri collaboratori, a tutto vantaggio della produttività, dell’aumento delle retribuzioni e dei consumi e della competitività del sistema paese.
In pratica si chiede di agire sulla retribuzione variabile per tutti i redditi da lavoro dipendente (attualmente la legge prevede un tetto a 35mila euro lordi) riducendo la tassazione al 10%, su una quota massima del 10% della retribuzione totale, per un importo massimo di 10mila euro lordi.

Una misura facile da attuare. Sostenibile economicamente e finanziabile, attingendo a parte di quanto il Governo prevede di incassare dalla tassazione del 5% sul rientro dei capitali previsto dall’operazione scudo fiscale. Un vantaggio per il sistema, per le aziende e per tutti i lavoratori dipendenti: a fronte di un reale contributo ad aumentare i risultati raggiunti e quindi la produttività potrebbero fruire, grazie alla minore tassazione, di un maggior netto in busta paga.

Con questa proposta Manageritalia lancia un forte segnale e dimostra la capacità della dirigenza di partecipare all’attuazione di quei grandi processi di cambiamento di cui il mondo del lavoro e i modelli retributivi attuali hanno urgente bisogno. I classici due piccioni con una fava. Voi cosa ne pensate?