Sul numero di novembre del mensile DIRIGENTE si parlerà della presenza di Manageritalia sui social network (Viadeo, LinkedIn, Xing e Facebook). Pubblicheremo anche un’intervista al blogger e giornalista Luca Conti , autore del libro Fare business su Facebook (Hoepli).
 
Ecco un’anteprima:
 
Da network per coltivare i contatti di amicizia a strumento di marketing. Quando le aziende hanno messo gli occhi su Facebook e perché?

Le aziende sono su Facebook da molto tempo, ma il punto di svolta è avvenuto nel marzo 2009, con l’aggiornamento dello strumento principe per l’azienda che vuole comunicare sul network. Mi riferisco al Profilo Pubblico, anche detto Pagina, attraverso il quale un’azienda può stabilire una presenza su Facebook, raccogliere intorno ai propri contenuti clienti e simpatizzanti. Il motivo per il quale essere presenti e attivi su Facebook è semplice. 10 milioni di Italiani lo usano con elevata attenzione: perché non provare a suscitare il loro interesse e veicolare un genuino passaparola a supporto della propria comunicazione online? L’investimento è limitato e il potenziale molto alto.

Ma in concreto come è possibile incrementare il proprio business attraverso il sito?

In concreto Facebook offre una piattaforma ideale per chiunque abbia un’attività commerciale e voglia farsi conoscere. Il profilo pubblico è uno strumento con il quale non soltanto diffondere contenuti, anche multimediali, al proprio pubblico di riferimento, ma può diventare un canale insostituibile per feedback a costo prossimo allo zero. Aziende grandi e piccole spendono patrimoni per cercare di capire cosa pensa il consumatore. Su Facebook è possibile sondare l’opinione pubblica in ogni momento e poter quindi migliorare il proprio posizionamento. Non manca l’opportunità di testare campagne pubblicitarie su target molto profilati, come non è possibile da nessun’altra parte oggi in rete

Ci sono solo opportunità o esistono dei rischi per le aziende che scelgono di promuovere prodotti e servizi?

Il web sociale è un mondo in cui le aziende sono bene accette a patto di comprendere che questo  non è un ulteriore canale di vendita. Chi vuole vendere oggi è meglio che utilizzi altri strumenti, più vantaggiosi. I social network sono un ambiente dove costruire e gestire relazioni tra persone. L’azienda non si può inserire in queste conversazioni come un’interruzione pubblicitaria, ma deve partecipare offrendo un contenuto di valore, utile o divertente, comunque interessante da discutere o condividere. Muoversi diversamente rischia di essere controproducente, oltre ad essere uno spreco di risorse, seppur limitate.

[...] Il resto dell’intervista su Dirigente di novembre. 

E voi cosa ne pensate?

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