Ripartono fatturati e ordini dell’industria: e le aziende in crisi?

L’ISTAT ha confermato quello che il mio personale “osservatorio” aveva notato a Luglio: i primi segnali di ripresa, come segnalavo in un precedente post.

Sarà però con ogni probabilità una ripresa che non toccherà l’occupazione, che potrebbe diminuire ulteriormente mano a mano che le situazioni di crisi (numerosissime in quasi tutti i settori e per tutte le dimensioni aziendali) si manifesteranno.

A questo proposito l’Italia pare avere imboccato una via poco decisa verso la rapida soluzione delle crisi: le banche più esposte – normalmente guidate dai 2 grandi gruppi – tendono a “congelare” le situazioni critiche, nel fondato timore che affrontare una vera ristrutturazione porti ad evidenziare ulteriori perdite, con pesante impatto sui propri bilanci.

Se questa tattica di “diluizione” può avere un senso per i bilanci bancari, impedisce alle aziende e ad interi settori di riorganizzarsi in modo rapido e deciso.

Non si hanno notizie di un’accelerazione delle fusioni e delle acquisizioni tra piccole e medie imprese ed i veri fondi di turnaround non hanno ancora compiuto operazioni rilevanti in imprese medio-grandi.

Ci avviamo verso una stagione di lunghe crisi, di ammortizzatori sociali prorogati di anno in anno, di un continuo generale impoverimento.

Anche l’occupazione manageriale non può che soffrirne, riducendo le possibilità di reimpiego dei colleghi in uscita dalle aziende in crisi.

Cari blogger, cosa ne pensate ?