La lettura degli articoli della manovra d’estate lascia l’impressione che nel nostro Paese la politica continui a guardare soprattutto all’industria.

Uno dei provvedimenti più visibili è la “Detassazione degli utili reinvestiti in macchinari”, certamente utile ad incentivare la ripresa degli investimenti e a dare sostegno a settori rilevanti della nostra economia. I nostri produttori di macchinari, più che al mercato interno, guardano tuttavia con maggiore speranza ad una ripresa della crescita nei paesi produttori (Cina e Brasile in primis) che possono trainare una vera ripresa produttiva.

Ancora una volta però si dimentica che il presente ed il futuro prossimo sono legati alla tenuta e alla crescita del terziario, come accade almeno da 15 anni.

Sarebbe stato il momento giusto per proporre una misura di forte incentivazione della capitalizzazione delle imprese, anche attraverso la detassazione degli utili non distribuiti. Una misura necessaria a favorire la crescita di tutte le aziende, una misura utile anche a favorire la concessione di credito bancario.

A margine delle polemiche di queste settimane sui “rubinetti” del credito, occorre ricordare infatti che la bassa capitalizzazione delle piccole e medie imprese è uno degli ostacoli più forti, specialmente in presenza di attività che poco necessitano di immobilizzazioni materiali e dispongono quindi di minori asset da concedere in garanzia.

Tra le altre misure introdotte mi pare sia da segnalare positivamente il “Premio di occupazione”, che consente alle imprese di utilizzare in progetti di formazione o riqualificazione i lavoratori già destinatari di trattamenti di sostegno al reddito in costanza del rapporto di lavoro.