Sulle cause contingenti della crisi se ne sono dette tante e spesso a sproposito, perché le cause reali e tangibili paiono abbastanza chiare e certe. Molto si è detto e si sta dicendo anche sulle cause strutturali della crisi, cioè su quegli aspetti legati al sistema economico che abbiamo creato e al suo funzionamento. Su questo fronte si alternano varie teorie e potremmo dire filosofie.

Se il management costituisce il sistema cognitivo dell’azienda è bene però che i manager almeno conoscano e volendo discutano di questi aspetti.

Ecco che allora è interessante guardare a quello che si è detto nel convegno “Uscire dalla crisi : nuovi modelli per il management”, tenutosi a Milano il 21 luglio ed organizzato da  Francesco Zanotti della M&C, con la consulenza scientifica dell’AIRS (Associazione Italiana per la Ricerca sui Sistemi), rappresentata dal guru della sistemica italiana, Prof. Gianfranco Minati, e dall’ ISEM (Institute for Scientific Methodology), di cui Ignazio Licata e Mario Pagliaro sono i fondatori.

I temi erano tanti e tutti interessanti. Cosa significa fare impresa in una società che non può più essere modellizzata dalla metafora della macchina?Come si gestiscono i processi di cambiamento (costruzione) dell’organizzazione e del mercato?In sintesi: come si costruisce sviluppo etico ed estetico? Queste le domande comuni rivolte ad un operatore nel campo della consulenza d’impresa, ad un epistemologo costruttivista, ad un fisico dei sistemi collettivi che studia i processi di produzione scientifica.

L’idea di fondo è che la “crisi” che stiamo vivendo è frutto di miopia culturale e richiede una “riflessione trasgressiva”  sulla necessità di nuovi modelli e metafore per leggere e trasformare il reale. Che significa poi ritrovare gli anelli di congiunzione vitali tra economia, ecologia ed epistemologia ed imparare a vederne le possibili rotte di collisione . E’ il tema sempre più urgente posto da un sistema in cui la produzione non è più basata esclusivamente sui beni materiali, ma sulle dinamiche delle relazioni intellettuali ed emozionali tra esseri umani e  sull’emergenza di nuovi soggetti sociali.

Insomma, se è vero che il management è il sistema cognitivo dell’azienda, bisogna che ne parliamo per non affogare nella crisi, ma per cogliere, anche con nuovi modelli, opportunità e sviluppo.