Ho letto sul corriere della sera del 19 luglio la traduzione di un commento di Robert Reich (già Ministro del lavoro del Governo Clinton e economista della University of California a Berkeley) sulla crisi.

In pratica dice che per tutta una serie di motivi molto seri (primo fra tutti l’indebitamento eccessivo dei consumatori americani e quindi l’impossibilità che loro o l’export facciano ripartire l’economia mondiale come nelle precedenti crisi) non vede una ripresa all’orizzonte nè crede che potremo mai tornare ai precedenti livelli di benessere.

E, definendo questa come una recessione a X, diversa da quelle a V o a U, del tutto nuova e mai vista, dice che occorre una nuova economia per uscire dalla crisi. “La X – dice –  indica una strada completamente nuova. Una nuova economia. Come sarà? In questo momento non siamo in grado di immaginarlo

Ci sono tutti gli ingredienti per aprire una discussione:

  • Che recessione è e sarà questa (a giorni potrò darvi su questo il parere dei tanti manager associati a Manageritalia che stanno rispondendo ad un questionario che contempla anche questa domanda)
  • c’è bisogno di una nuova economia? E se sì perché e come sarà questa nuova economia?

E allora diciamo la nostra.

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