Finalmente nell’opera di valorizzazione del ruolo e de valore del management non siamo soli, ma cominciamo a raccogliere prestigiosi alleati.
Il riferimento è a quanto scrive sulla prima pagina de Il Corriere della Sera di oggi, lunedì 8 giugno 2009, Francesco Alberoni che titola la sua rubrica Le doti dei bravi manager (non tutti superpagati).
Un commento che parte dall’immagine oggi peggiorata del manager e dice che a torto e mistificando la realtà si sono accomunati a pochissimi manager USA della finanza tutti i manager anche quelli che non centravano niente e invece fanno al meglio il loro difficile lavoro. Ma soprattutto che avvalora questo ben descrivendo rischi, responsabilità e qualità che la professione manageriale comporta e richiede e poi conclude con quello che è un assunto che purtroppo troppe aziende italiane non hanno ancora capito e fatto proprio: <<Trovare un bravo manager è perciò forse la cosa più difficile e importante per il successo di un’impresa>>.
Grazie quindi a Francesco Alberoni e grazie a tutti quelli che vorranno aiutarci nell’opera di sensibilizzazione condividendo anche sul blog crisiesviluppo discussioni e idee che ci aiutino a cogliere meglio opportunità e sviluppo e a valorizzare il ruolo e l’importanza del management in questo.

Finalmente una dichiarazione di merito, forte e chiara, che spazza via una volta per tutte i luoghi comuni, i pregiudizi e le “frasi fatte” che la crisi di questi tempi ha generato e fomentato;
9 giugno 2009 alle 09:24inoltre nella prima pagina di un importantissimo quotidiano.
Mi unisco anch’io al “coro dei grazie” per Francesco Alberoni.
Danilo Spina
Finalmente in prima pagina le virtu’ e non i vizi dei manager!
Finalmente il coraggio di dire che il nostro è un mestiere difficile, che non si impara in fretta, si affina con l’esperienza, si esercita con intelligenza e passione.
Finalmente il riconoscimento pubblico delle doti e della dedizione che i manager hanno verso le aziende in cui operano.
E pensare che oggi, spesso a cuor leggero, molti manager vengono mandati a spasso per ragioni di contenimento di costi e recupero di efficienza.
Siamo sicuri che così non si procuri piuttosto un danno all’azienda, privandola del suo futuro? Privarsi di un bravo manager può essere per l’impresa una scelta suicida in tempi di crisi.
9 giugno 2009 alle 16:22