La crisi in corso sta mettendo sul tappeto tutta una serie di novità che toccano non poco la gestione aziendale e il management.

Da un lato si parla e si stringono accordi dove la partecipazione dei lavoratori, anche nella utraliberista America, è non solo auspicata ma cercata e imposta da situazioni contingenti. Dall’altro i manager – per colpa di pochi sotto i riflettori in negativo e additati, con estrema contentezza dei tanti altri colpevoli e anche più di loro, quali unici colpevoli – sembrano comunque in una fase di profonda riconsiderazione dei loro credo.

A fronte dell’abbandono del profitto subito e a qualsiasi costo, sembrano riprendere spazio la logica del lungo termine, un reale e vero contatto con la società che non sia solo nei convegni sulla corporate social responsabilità ecc.

Questo rinnovamento della cultura aziendale – del quale parlava anche ieri Federico Rampini su Repubblica nel suo pezzo se anche il manager cambia pelle – ci sarà veramente e avrà conseguenze sul management e sui valori che ne ispirano formazione e operatività? E come?

Io dico di sì e ne vorrei parlare anche con voi.

Vi invito anche a leggere A need to reconnect comparso recentemente sul Financial Times.