Lo scorso venerdì Manageritalia Bologna ha organizzato all’Hotel Gallia di Milano Marittima un incontro con i propri associati della Romagna.
Inevitabilmente l’agenda è stata in buona parte dedicata alla crisi economica e finanziaria e sui rimedi per superarla.
I numerosi interventi hanno una volta di più rivelato la vitalità e la capacità di reazione di questo territorio: i segnali più positivi provengono dalle aziende italiane, in particolare da quelle che hanno saputo diversificare i servizi e segmentare il mercato. Per i manager romagnoli la crisi può anche creare opportunità.
Le filiali di multinazionali sono invece più esposte ad un forte vento di tagli occupazionali, derivanti dalla necessità di contrastare i negativi risultati di periodo. Una politica che rischia tuttavia di minare le basi per una rapida ripresa, specialmente quando tocca le professionalità più peculiari, come i dirigenti ed i quadri.
Segnali complessivamente positivi, infine, dal settore del trasporto marittimo, grazie alla tenuta dell’export e nonostante il calo dei flussi d’importazione che sta penalizzando il porto di Ravenna.
L’ormai prossima stagione turistica è uno dei banchi prova più importanti per la regione: anche questa volta ho l’impressione che gli operatori romagnoli, abituati a conquistarsi il mercato con creatività e professionalità, si faranno trovare pronti.

In passato si diceva che il popolo italiano era creativo, innovatore, che sapera tirare fuori il meglio di sè dai momenti difficili. Commenti che periodicamente ritornato associati ai disastri o al calcio. In questa crisi invece non riesco a vedere tutta questa creatività ed innovazione. A partire proprio dalla capacità di reinventare esperienza. Parliamo del turismo dove l’italia sta a mio parere perdendo spazzi proprio perchè non sta appiortando innovazione. Forse in questo momento di “confusione e paura” mi piacerebbe vedere delle proposte nuove, fresche, magari nate dall’assemblaggio di esperienze diverse. Io ho sempre lavorato nella moda ma da tempo mi stimola l’idea di migrare nel settore turistico proprio per portare un approccio diverso, per creare confronto, dibattito che possa far generare nuove prospettive, ma ogni settore in italia è chiuso e rilega i manager a rimanerci imbottigliati, disoccupati magari, ma impossibilitati a trasfoprmarsi. Mi piacere sentire delle opinioni in merito. Per cui spero che il turismo in Romagna possa sfruttare tutte le opportunità.
24 aprile 2009 alle 12:40