Un blog per condividere le opportunità di sviluppo. Se le crisi ci spingono a progredire, non pretendiamo però che le cose cambino se agiamo sempre allo stesso modo. Uno strumento innovativo per accelerare il cambiamento. Un propulsore e facilitatore per far dialogare gli attori principali: manager, professionisti, imprenditori, lavoratori in genere, giovani e meno giovani, tutti quelli che sono il tessuto pulsante dell'economia e della società. Di crisi e di sviluppi, di opportunità e di minacce ce ne saranno sempre, sta a noi dare corpo e sostanza agli aspetti positivi guardando al presente, ma soprattutto al futuro.

Anna Zinola
Anna Zinola
iPhone 6

Teenager: meglio l’iPhone 6 del guardaroba per l’inverno

Pochi giorni fa ne ha parlato il New York Times. Ma per rendersi conto del fenomeno basta andare davanti a un liceo o in un bar frequentato da teenager. La tecnologia batte l’abbigliamento 1 a 0 (se non di più). In altri termini, per le nuove generazioni i prodotti tecnologici (a partire dallo smartphone) rappresentano oggi degli status symbol ben più significativi di scarpe, jeans e t-shirt. Insomma, il possesso dell’iPhone definisce l’identità e l’appartenenza al gruppo più di una t-shirt Frankie Garage o di una felpa Obey.



Antonio Votino
Antonio Votino
share

Share or Die

Molti non lo sanno ma esiste una forma di uso delle cose che si afferma come stile di vita e realtà economica e che si definisce “Share Democracy”, rappresenta uno dei temi di frontiera anche del nuovo marketing e della comunicazione contemporanea, il cui manifesto è un libro “Share or Die” tradotto ad opera dello Iulm e disponibile anche in ebook con il titolo italiano “SHARE OR DIE – voci di una generazione smarrita in tempo di crisi”



Walter Passerini
Walter Passerini
opportunità di lavoro

Posti di lavoro disponibili

Sembra un paradosso, ma nonostante la crisi ci sono posti di lavoro che non vengono coperti e che rischiano di restare vacanti: un’indagine rivela che esiste un esercito di 50 mila profili che si definiscono introvabili. La ragione principale è quella del mismatching, del fatto cioè che scuola e lavoro non s’incontrano. Si tratta di esperti di software e di gestione aziendale, progettisti meccanici e operatori commerciali estero, ma anche cuochi, educatori, camerieri, infermieri e riparatori di macchinari e autoveicoli.



Redazione
Redazione
gestire i conflitti

L’arte di gestire i conflitti

Viviamo nei conflitti, a qualsiasi livello. Andiamo da quelli di bassa intensità (domestici, condominali, urbani – guida, code…) fino a veri e propri scontri, dove il conflitto si struttura e si intensifica (al lavoro, nella politica, nella diplomazia…).



Marco Lucarelli
Marco Lucarelli
i cretini non sono mai eleganti

I cretini non sono mai eleganti

I cretini non sono mai eleganti, a cura di Paola Pollo, è un libro che raggiunge un duplice scopo. Il primo è quello di far capire le ragioni “umane” alla base del successo dello stilista milanese. Ragioni che, oltre al talento, si basano su lavoro duro, perfezionismo e capacità di cogliere i segnali deboli del mercato, alla ricerca di nuove tendenze.



Davide Mura
Davide Mura
souvenir

A caccia di souvenir

A voi piacciono i souvenir? Io li ho sempre evitati. Portachiavi, magliette, cappellini, penne, cartoline (ai tempi di whatsapp mi chiedo che senso abbiano), oggetti improbabili, spesso di cattivo gusto, kitsch e non di rado costosi.



Walter Passerini
Walter Passerini
lavoro over 45

Ricominciare a 45-50 anni

Sì, si può. Ricominciare, mettersi in gioco a un’età in cui scattano le immagini da pensione, anche se può apparire velleitario, è possibile e spesso necessario, prima di sentirsi sballottati come turaccioli nel mare in tempesta. Programmare un cambiamento è sempre meglio che subirlo, prevenirlo è sempre meglio che doversi difendere in affanno.



Redazione
Redazione
connessione in vacanza

Manager in vacanza: l’83% è sempre connesso

L’83% dei manager anche in vacanza riceve e guarda le mail di lavoro. L’85% è sempre raggiungibile in caso di necessità e il 16% si premura di chiamare l’azienda per avere il polso della situazione. Insomma, il dirigente in vacanza – come emerge dall’indagine fatta a fine luglio da AstraRicerche per Manageritalia su un campione di 940 manager – ci va con il corpo, ma non del tutto con la mente e con le sue varie propaggini digitali.